Pubblicato il 25/06/20

TESTIMONE OCULARE Il dramma di Alex Zanardi ha suscitato grande commozione, a testimonianza di quanto il bolognese abbia saputo farsi amare grazie alla sua storia di riscatto e perseveranza. Non ultima, a riguardo, la lettera che gli ha scritto papa Francesco. Mentre sulle condizioni del pilota e atleta paralimpico c'è un cauto ottimismo, la Procura di Siena sta proseguendo con le indagini sull'episodio, per scoprire eventuali responsabilità. A riguardo, è interessante il racconto di Alessandro Maestrini, giornalista di Perugia che stava seguendo in auto Zanardi nel corso della Staffetta Tricolore e che è l'autore del video in cui sono ripresi gli istanti del terribile incidente.

NESSUNA DISTRAZIONE Maestrini è stato in grado di fornire dettagli fondamentali per le indagini, ad esempio escludendo che l'atleta 53enne stesse usando il telefonino: ''Lo smartphone di Zanardi era nel suo alloggiamento di sicurezza sulla bici e lui stava guidando regolarmente con due mani - ha raccontato - Non faceva alcun video, non aveva il telefonino in mano. Poi, dopo una curva, ha perso il controllo dell’handbike e si è scontrato contro il camion che arrivava lentamente sulla carreggiata opposta. Ma non stava usando lo smartphone in quel momento, ne ho la piena certezza''. Il giornalista ha poi aggiunto che Zanardi in precedenza aveva realizzato un breve video mentre era a bordo della sua handbike, ma a bassa velocità e in piena sicurezza.

Alex Zanardi in azione

CAMIONISTA INCOLPEVOLE L'altro sfortunato protagonista dell'incidente è l'autista del camion contro cui si è schiantato Zanardi. Nonostante l'iscrizione sul registro degli indagati, la sua posizione è sembrata da subito senza responsabilità, come ha confermato anche Maestrini: ''Alex ha perso il controllo dopo una curva a destra e si è scontrato con il camion. L’autista non aveva alcuna responsabilità, stava procedendo lentamente nella sua corsia, non poteva evitare l’impatto''. Un altro dettaglio riguardante l'handbike potrebbe invece avere una notevole importanza: ''Nei momenti in cui Zanardi ha perso il controllo del mezzo la ruota sinistra ha fatto un movimento anomalo e l’handbike ha proseguito dritta. Poi si è ribaltata sul lato sinistro e si è schiantata contro l’autoarticolato. Mi sembra di ricordare che abbia centrato il cerchione della ruota sinistra del camion, ma di questo particolare non sono sicuro perché non ho rivisto il video''.

I PRIMI SOCCORSI Fondamentale per Zanardi a quel punto è stata la tempestività dei soccorsi. In particolare, il lavoro svolto da Robusto Biagioni, medico di emergenza responsabile del 118 della zona di Grosseto, accorso in pochi minuti sul luogo dell'incidente grazie all'elicottero. Al Corriere della Sera, Biagioni ha raccontato l'importanza della velocità con cui i soccorsi sono giunti sul posto e l'ottimo lavoro svolto da Cristina La Cava, la dottoressa presente sull'ambulanza arrivata per prima a soccorrere Zanardi. Le condizioni del bolognese in quei momenti erano preoccupanti: ''In quelle condizioni poteva resistere pochi minuti soltanto. La mia collega lo aveva trovato in uno stato comatoso, con momenti di agitazione. Muoveva le braccia in modo sconnesso, urlava. Il volto era devastato dalle tante fratture. Ma quello che ci preoccupava di più in quel momento era la lesione, molto grave, che dall’occhio destro si allungava su tutta la faccia. Poi aveva altre lesioni alla testa''.

LA SPERANZA Biagioni ha concluso il suo racconto regalando una nuova dose di ottimismo sul possibile recupero di Zanardi: ''Sono intervenuto su casi persino peggiori e a volte si sono risolti positivamente anche contro le nostre previsioni. Ecco perché sono convinto che ci siano buone speranze che Alex ce la possa fare, considerato anche che è un atleta e ha una voglia di vivere e una grinta incredibili''.


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