Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 21/12/2019 ore 14:00

CATEGORIA IN CRESCITA È nata solo a fine 2014 e sembra passata praticamente un’era geologica. Basta guardare le prime monoposto di Formula E e confrontarle con quelle della seconda generazione, al debutto nel 2018-2019, per capire quanto si sia evoluta dal punto di vista tecnologico (ed estetico) la categoria full electric. Un piccolo fiore all’occhiello di Jean Todt, che ha sempre rivendicato come punti forti dei suoi mandati alla presidenza della Fia il passaggio ai V6 ibridi della F1 e la nascita della serie più green del pianeta. Nessuno parli, però, di confronti con la Formula 1.

Il Presidente Fia, Jean Todt, e il fondatore della Formula E, Alejandro Agag

NESSUNA RIVALITÀ Le due categorie sono e restano due rette parallele, che parlano a pubblici tendenzialmente diversi tra loro. A ribadire che la Formula E non ha nel mirino lo scettro di classe regina del motorsport ci ha pensato lo stesso presidente Todt: “Non possiamo neanche immaginarci che la Formula E sostituisca la Formula 1. Le gare di F.E durano tre quarti d’ora a una velocità media di 118 km/h mentre la F1 gareggia per una distanza di oltre 300 chilometri e a una media praticamente doppia”.

A 300 ALL’ORA Proprio la velocità di punta e la durata delle batterie, sono secondo il manager francese i principali ostacoli che impediscono di paragonare le due più importanti categorie Fia a ruote scoperte, nonostante gli studi sulle Gen3 promettano più potenza e chilometraggio: “Non esiste una macchina da corsa elettrica in grado di correre 300 chilometri alle velocità con cui lo fa una macchina di Formula 1. E credo che ci vorranno decenni prima che ciò possa accadere. Semplicemente, credo di poter dire oggi che l’ibrido da questo punto di vista sia stata la scelta giusta… il prossimo passo sarà capire quanto saremo in grado di produrre carburanti più ecologici”.


TAGS: formula 1 formula e f1 Jean Todt