La Formula E sbarca in Corea del Sud per la prima volta: svelato a Seul il circuito che si snoderà nel Parco delle Olimpiadi 1988
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DEBUTTO SUDCOREANO È una delle novità più attese della prossima stagione di Formula E, l’ePrix di Seul. Insieme al ritorno della tappa londinese, il primo round della categoria elettrica in Corea del Sud costituisce infatti il cambiamento decisamente più interessante del campionato 2019-2020. E proprio oggi, alla presenza del Ceo, Alejandro Agag, è stato svelato il layout del circuito che ospiterà le monoposto full electric il prossimo 3 maggio.
EPRIX OLIMPICO Il tracciato sarà ovviamente cittadino e, lungo 2.8 chilometri, si snoderà tra le strade del Parco Olimpico utilizzato per i Giochi del 1988. Analogamente a quanto già accade a Città del Messico con lo stadio del baseball utilizzato come porzione del circuito di Formula 1 e Formula E, le vetture transiteranno all’interno del Jamsil Olympic Stadium nel tortuoso tratto da curva-5 a curva-11. Non mancheranno però neppure lunghi settori rettilinei con curve a 90 gradi, che dovrebbero incoraggiare show e sorpassi.
PARLA AGAG “Sono davvero emozionato – ha spiegato il boss della Formula E, Alejandro Agag – di poter correre in Corea e su queste strade di Seul per la prima volta nella storia. La città è vibrante e dinamica, con una grande tradizione nell’ospitare eventi sportivi di portata internazionale. La nostra categoria porterà nella zona del Parco Olimpico velocità e prestazioni, con un tracciato unico comprensivo di una spettacolare porzione all’interno dello stadio”.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.





