Pubblicato il 05/03/2020 ore 12:15

NUOVE ACCUSE Il giorno dopo la pubblicazione della lettera firmata da sette team, schierati contro l'accordo raggiunto tra la FIA e la Ferrari dopo le indagini sulla power-unit di Maranello, arrivano altre pesanti dichiarazioni sull'argomento da parte di chi si sente danneggiato dalla decisione presa dalla Federazione. In particolare le due scuderie rivali principali del Cavallino Rampante, ossia Mercedes e Red Bull.

ATLETA POSITIVO AL DOPING Un paragone calzante della situazione è stato fatto da un anonimo team principal ad Auto Motor und Sport: ''Se un atleta risulta positivo al doping, la WADA non può fare un accordo con quell'atleta''. La convinzione delle sette scuderie è che la FIA abbia trovato delle irregolarità nella power-unit Ferrari ma, non volendo punire la squadra più famosa del Circus, abbia optato per questo accordo mal partorito.

F1: l'amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, discute con il presidente della FIA, Jean Todt

DANNO ECONOMICO Uno degli aspetti più importanti della questione, ovviamente, è quello economico. Dagli ambienti Red Bull, è Helmut Marko a spiegare la questione: ''Stiamo parlando di un importo in milioni a due cifre legato al finire in terzo posizione piuttosto che in seconda - ha detto riferendosi alla classifica finale del campionato Costruttori 2019 - Non è solo la distribuzione del montepremi, ma è anche nei nostri contratti di sponsorizzazione. Se avessero veramente imbrogliato, 10 o 20 milioni sarebbero stati ancora troppo pochi''.

VANTAGGI E NUOVE AZIONI Alla Red Bull non va giù neppure la seconda parte del comunicato, quella relativa al lavoro congiunto tra FIA e Ferrari per i motori del futuro, in particolare sui carburanti: ''Se la Ferrari ora fa ricerche sui carburanti alternativi per la FIA - ha aggiunto Marko - ciò offre loro un vantaggio di esperienza rispetto a tutti gli altri''. Inoltre, la Red Bull in questa occasione si è accodata all'azione di protesta lanciata dalla Mercedes, ma in futuro non esclude di intraprendere azioni autonomamente: ''Questa volta abbiamo aderito alla campagna avviata dalla Mercedes - ha aggiunto l'austriaco ad Auto Bild - ma in futuro prenderemo in considerazione le nostre opzioni e sosterremo i nostri diritti a modo nostro''.

Toto Wolff (Mercedes) e Mattia Binotto (Ferrari)

FIA VERO COLPEVOLE A proposito della Mercedes, ispiratrice della protesta, è il boss Toto Wolff a spiegare come il vero obiettivo della protesta sia la FIA: ''Il tutto è un gran casino. Quello che ha fatto la Ferrari non è stato ok, ma ancora peggio è come la FIA l'ha gestito''. Sulla stessa frequenza Marko, che ha aggiunto: ''Il comportamento della FIA è il vero scandalo. Avremmo dovuto incaricare Christian Horner di fare causa per 24 milioni di dollari di montepremi''.


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