Pubblicato il 04/09/20

SONNI SERENI Alla vigilia del weekend, Mattia Binotto ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera, a firma di Daniele Sparisci e Giorgio Terruzzi, nella quale ha parlato, tra l'altro, della sua posizione, delle motivazioni alla base della brutta stagione in essere, e del futuro roseo di Charles Leclerc. Il team principal della Scuderia ''nella tempesta'', aveva già spiegato a inizio settimana che servirà del tempo prima che la Ferrari torni competitiva, ma intanto ha dichiarato di dormire ''profondamente'' la notte, nonostante Monza non sarà - ancora una volta - una gara facile.

F1 GP Italia 2019, Monza, il presidente Ferrari Louis Camilleri con il team principal Mattia Binotto

POCHI CAVALLI ''Qui potrebbe andare come in Belgio, perché i nostri punti deboli sono nel motore'' - ha esordito Binotto - ''La SF1000 è nata per cercare più carico aerodinamico sapendo di contare su un motore superiore. Poi ci sono state le direttive tecniche e ci siamo trovati una macchina con alta resistenza all'avanzamento e pochi cavalli. Dalla somma delle due cose è nato il problema [...]. Mi fido del mio gruppo di lavoro, ma in F1 non ci si accontenta mai, [mi fido degli uomini che ho] sono quelli che negli ultimi cinque anni si sono avvicinati maggiormente alla Mercedes, arrivando a lottare per il mondiale''.

F1 GP Belgio 2020, Spa: Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari)

AUTOCRITICA Binotto ha comunque spiegato di non sentirsi in pericolo, spiegando gli ottimi rapporti con la dirigenza. ''Onestamente non mi ci sono mai sentito'' - risponde a domanda diretta - ''So di avere il supporto dei miei responsabili (con cui ha aggiunto di sentirsi più volte al giorno), però mi sono messo in discussione da solo, ho riflettuto se posso essere adatto al ruolo di team principal. Avrei potuto fare meglio in alcune aree, per esempio la riorganizzazione tecnica si poteva fare prima. Ma credo che i miei 25 anni in F1 e la conoscenza di quest'azienda siano elementi chiave per far bene in questo mestiere''.

COME SCHUMI E per fare bene servono anche i piloti giusti, e Charles Leclerc è il ''cavallino'' su cui Binotto punta tutto: ''È cresciuto con noi, conosce i valori della Ferrari ed è molto legato. [...] Un giorno potrà dire: quelle difficoltà mi sono state utili. Ha il talento e sta crescendo anche come leader. Spesso gli parlo di Schumacher, arrivato nel '96 e campione nel 2000, lui può ripetere quel percorso''. Infine un pensiero su Vettel: ''In questa fase sta mostrando che bella persona che è: la squadra in questi anni gli ha dato tanto e lui si sente di dover tanto. È forte la sua voglia di contribuire a far finire meglio la stagione''.


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