Autore:
Simone Dellisanti

TROPPE SIMULAZIONI Sempre più test virtuali e sempre meno test in pista. Questa è la dura legge della Formula Uno, almeno da quando la FIA ha limitato fortemente le sessioni di test durante l'anno. I team di F1 hanno, allora, rivolto le proprie attenzioni ai simulatori. Veri e propri strumenti attraverso cui replicare in modo certosino i circuiti di tutta la stagione di F1 per testare anche i set up che saranno poi caricati sulle monoposto delle vetture. Se, in questo modo, la Federazione aveva sperato di rendere meno affidabili le vetture, mischiando un pò le carte, la verità è che così facendo ha indirizzato soprattutto i top team verso strumenti (i simulatori) ancora più efficaci, più precisi e minuziosi dei test in pista per testare non tanto le componenti meccaniche ma soprattutto gli assetti e le strategie da utilizzare in gara.

SI STAVA MEGLIO...Le macchine sono troppo affidabili e c'è poca ricerca sul campo", ha dichiarato Jean Todt, il presidente della FIA. "Adesso i team hanno un nuovo tester, ossia il pilota che in fabbrica testa tutti i vari set up e le strategie che poi possono essere utilizzate in gara. Ma così facendo le vetture sono troppo affidabili, mi manca un po’ quello che succedeva in passato. Mi mancano i test privati anche se tutti si lamentavano che se ne facevano troppi. Almeno, lì potevi vedere quello che stava succedendo. Probabilmente era troppo, ma ora penso che sia troppa anche la simulazione nascosta in fabbrica. C'è bisogno di più controllo".

PENSARCI PRIMA Forse con il senno di poi sarebbe stato più giusto non impedire ai team di testare direttamente in pista le proprie monoposto, piuttosto che 'costringerli' ad utilizzare strumenti, come i simulatori (ormai evolutissimi quelli presenti nelle fabbriche dei team) e cosi imporre nei team la presenza del "pilota al simulatore".


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