Autore:
Simone Valtieri
Pubblicato il 17/12/2018 ore 12:00

SCONTRO TRA TITANI I numeri e le statistiche non sempre donano la certezza assoluta nel giudicare chi sia il migliore tra due sportivi, soprattutto se questi hanno vissuto in due epoche o fatto parte di generazioni diverse. Per cui vi diciamo subito che non c'è un vero migliore, tra Michael Schumacher e Lewis Hamilton, sono entrambi fenomeni e dominatori (o quasi) della rispettiva epopea motoristica. Eppure al termine della nostra analisi un nome salterà fuori, perché la tentazione di metterli a confronto e di trovare un terreno comune su cui estendere la sfida tra i due c'è e ha prodotto un risultato.

QUINQUENNI DI DOMINIO Per farlo con una certa equità però, dobbiamo considerare solo la prima parte della lunga carriera di Michael, quella terminata nel 2006, bypassando la parentesi in Mercedes tra 2010 e 2012. Non perché Schumacher non fosse sufficientemente competitivo, ma perché alla fase finale della sua vita sportiva Hamilton non è ancora giunto, e soprattutto non è detto che correrà fino a oltre 40 anni, magari con un mezzo non all'altezza di quello che ha ora. Troppe le variabili da considerare, perciò ci limitiamo a confrontare le carriere del primo Michael e quella di Lewis, entrambe caratterizzate peraltro da 5 anni di domonio assoluto del proprio team, la Ferrari dal 2000 al 2004 e la Mercedes dal 2014 al 2018.

VITTORIE Sfruttando questa analogia che la storia della Formula 1 ci ha regalato, possiamo confrontare su un terreno simile le due leggende, non considerando come detto l'ultima parte della carriera di Michael in Mercedes, fatto che ci darà la libertà (non ce ne voglia Schumi) di privarlo di un podio (Valencia 2012) e di un giro veloce (Hockenheim 2012). Questo non intacca però le sue 91 vittorie, tutte conseguite nei 250 GP corsi fino al 2006, trionfi che gli assegnano il primo punto nei confronti di Hamilton, visto che Schumi vanta un 36,40% di gare vinte, contro il 31,88% di Lewis, derivante dai 73 successi su 229 gare corse. Numeri impressionanti.

POLE & FAST LAP. L'1-1 di Hamilton arriva sul suo terreno preferito, quello delle qualifiche. Lewis Hamilton è, al pari di Senna, il più grande poleman della storia, e lo attestano anche i numeri. Il britannico ha conquistato 83 pole su 229 gare, pari al 36,24%, contro le "sole" 68 di Schumi che su 250 GP danno il 27,20%. Schumi torna davanti grazie ai giri veloci, ben 76 contro i 41 di Hamilton, che gli regalano una percentuale pari al 30,40% sulle gare corse, contro il 17,90% del britannico.

VINCE SCHUMI Infine i podi, che assegnano la vittoria finale al tedesco. Sono stati ben 154 nella prima parte di carriera per Michael, che su 250 GP corsi equivale al 61,60%, quasi 2 gare su 3 terminate sul podio per Schumacher. Da questo punto di vista il britannico non è lontano, con ben 134 podi in 229 gare e una percentuale del 58,52%. Ma non bastano (per ora) per superare Schumi che vince 3-1, anche se Lewis avrà a disposizione almeno altre due stagioni per attaccare il suo trono.

SFIDA ANCORA APERTA Sarà interessante peraltro confrontare i numeri tra i due al termine della stagione 2019, quando sia Schumacher che Hamilton potranno contare, salvo imprevisti, su 250 GP a testa. Intanto quanto appurato è che la rincorsa di Hamilton verso la vetta dell'olimpo non si è ancora conclusa, per essere la leggenda delle leggende d'altronde bisogna fare qualcosa di più che lo straordinario, ma non è detto che l'attuale pilota della Mercedes non vi riesca.

  Schumacher* Hamilton
Titoli 7 5
GP Disputati 250 229
Vittorie 91 73
% Vittorie 36,40% 31,88%
Pole Position 68 83
% Pole 27,20% 36,24%
Giri Veloci 76 41
% Giri veloci 30,40% 17,90%
Podi 154 134
% Podi 61,60% 58,52%

*Si considera la sua carriera fino al 2006


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