Autore:
Simone Dellisanti
GP MESSICO Dopo la vittoria di Hamilton ottenuta lo scorso fine settimana sul tracciato di Austin in America, la Formula Uno ritornerà in pista già questo weekend per animare il 19esimo Gran Premio del Campionato 2016, in Messico, all'Autodromo Hermanos Rodríguez. Il circuito messicano è tornato in calendario lo scorso anno dopo una prima fase di attività dal 1960 al 1992 ed è un circuito estremamente veloce che conserva una parte di layout del vecchio tracciato e lo combina con settori più recenti, più tecnici e lenti: un interessante mix di vecchio e nuovo che ricorda vagamente Monza.
 
SET UP Le monoposto girano però con più carico rispetto a Monza, sia per compensare l’altitudine, sia per riuscire a inanellare in sequenza le veloci curve del circuito, come la Peraltada, il tornante che sottopone a maggiore stress gli pneumatici. 
 
CONDIZIONI ASFALTO Il tracciato fu interamente riasfaltato per la gara inaugurale dello scorso anno e la superficie della pista dovrebbe subire un ulteriore miglioramento prima della gara. Il circuito è comunque stato usato parecchio durante la stagione per diversi campionati, per cui dovrebbe essere più gommato e produrre un miglior grip rispetto allo scorso anno.
 
I PNEUMATICI La scelta dei pneumatici per il Gran Premio del Messico è esattamente la stessa del Gran Premio degli Stati Uniti dello scorso weekend. La casa milanese produttrice delle gomme per la F1 metterà a disposizione per il weekend di gara le P Zero White medium: la gomma più dura e la meno scelta dai piloti per questo appuntamento, le P Zero Yellow soft: che probabilmente sarà la mescola più utilizzata e giocherà un ruolo chiave nella strategia di gara e, infine, le P Zero Red supersoft: le mescola più morbida e performante a disposizione.
 
PAUL HEMBERY, DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLI “L’Autodromo Hermanos Rodriguez coniuga perfettamente passato e presente. Qui i tifosi sono davvero entusiasti. Il settore dello stadium è uno dei più elettrizzanti dell’anno. Rispetto allo scorso anno, probabilmente la pista sarà più gommata e per la prima volta porteremo le supersoft; sarà quindi importante testare tutte queste novità durante le prove libere, che potrebbero portare a interessanti alternative alla strategia di due soste che fu l’opzione più popolare nel 2015.”
 
LE FRENATE Secondo i dati inviatici dai tecnici Brembo, la presenza di molte curve ravvicinate in quasi tutte le sezioni della pista comporta il ricorso ai freni per ben 12 volte al giro. Delle 12 frenate dell’Autódromo Hermanos Rodríguez nessuna è classificata da Brembo come impegnativa per i freni; 4 sono di media difficoltà e 8 sono light. La frenata più impegnativa in assoluto è quella alla curva 1 posizionata al termine del rettilineo più lungo della pista, ben 1.200 metri: qui le auto vi arrivano a 366 km/h e frenano per 3,29 secondi per scendere a 103 km/h. 
 
ALTRE CURIOSITÀ Quello del Messico è il circuito alla maggior altitudine dell’anno, per cui i turbo devono girare più veloci per produrre la stessa potenza. Nessuna influenza invece sull’erogazione dell’energia elettrica. Lo scorso anno in Messico le velocità massime hanno toccato i 366 km/h: quest’anno, grazie al maggior grip e alla potenza dei motori, le velocità dovrebbero essere persino più elevate.

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