Pubblicato il 29/06/21

IL FUTURO È QUI Il mondiale 2021 è appena entrato nel vivo, con la battaglia per il titolo tra Max Verstappen e Lewis Hamilton che, almeno dopo il primo dei due Gp a Spielberg, sembra potersi indirizzare verso l’asso di casa Red Bull. Eppure, qui in Austria, è già tempo di pensare al futuro a medio-lungo termine di una categoria che, al termine di questa stagione, perderà come è noto i motori Honda. Se, dal punto di vista dei regolamenti aerodinamici, la rivoluzione è fissata per il 2022, in ottica propulsori il possibile anno zero è previsto per il 2025, quando cadrà il congelamento delle attuali power unit v6 turbo ibride. Ed è proprio in questi giorni che potrebbe essere deciso il circus che verrà, con una prima caldissima riunione tra i principali soggetti coinvolti.

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L’INCONTRO NEL PADDOCK Secondo quanto riportato dall’autorevole rivista tedesca Auto Motor und Sport, il meeting si terrà il prossimo sabato 3 luglio nel paddock del Red Bull Ring. Tutti presenti i grandi capi delle case costruttrici attualmente impegnate nel mondiale: Ola Kallenius per Daimler-Mercedes, John Elkann per Ferrari, Luca De Meo in rappresentanza di Renault e Helmut Marko mandato dalla Red Bull padrona di casa che dal prossimo anno subentrerà a Honda con una power unit autoprodotta. Non mancheranno ovviamente neanche i boss di Fia e Formula 1, Jean Todt, Stefano Domenicali e Ross Brawn, ma secondo i rumor ci saranno anche i Ceo di Audi e Porsche, Markus Duesmann e Oliver Blume a rappresentare il tanto chiacchierato (in fondo, saranno più di dieci anni che se ne parla) interesse del gruppo Volkswagen a rientrare come motorista.

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POCHE CERTEZZE… Sbagliato pensare, però, che la riunione possa già portare a risposte e annunci definitivi. D’altro canto, le questioni irrisolte sono ancora parecchie dinanzi all’unica grande certezza che è quella di utilizzare carburanti ecologici nel rispetto della scelta della categoria di andare verso le zero emissioni entro il 2030. Quasi certo è anche che le power unit continueranno a essere dei 1.6 turbo ibridi: cambiare adesso comporterebbe costi esagerati e getterebbe alle ortiche gli investimenti fatti per questa generazione di motori introdotta nel 2014. Il che, in una fase di crisi economica accentuata dalla pandemia, sembrerebbe da escludere.

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…E TANTE QUESTIONI IRRISOLTE Come spiega il collega Michael Schmidt, moltissime sono però le questioni irrisolte: dal costo delle power unit all’introduzione del budget cap anche per i motoristi, dalle componenti standardizzate alla scelta su quanto sarà consistente la propulsione elettrica, passando anche dai livelli di performance che ci si aspetta e dalla scelta se restare sullo schema classico della trazione posteriore o se – come accaduto a Le Mans – fornire potenza anche alle ruote anteriori. Difficile, appunto, che possano esserci risposte definitive a tutti i quesiti già sabato prossimo, ma si tratta innegabilmente di un incontro strategico determinante per le sorti future della Formula 1.


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