Pubblicato il 26/03/2020 ore 14:45

GIOIELLO ALL’ASTA Ci rendiamo conto che questo non è esattamente il periodo migliore ma… qualora aveste un (bel) gruzzoletto da parte, non dovreste proprio lasciar scappare quest’occasione. Avete presente la Ferrari 412 T2 che ha partecipato al campionato del mondo di F1 nel 1995? No? Siete in qualche modo giustificati perché non stiamo certo parlando di una delle Rosse più indimenticabili di sempre, anzi. Progettata da John Barnard e portata in pista da Jean Alesi e Gerhard Berger, la 412 T2 chiuse la stagione al terzo posto della classifica costruttori raccogliendo una vittoria – la prima e unica della carriera di Alesi nel Gp del Canada – dieci podi, una pole position e tre giri veloci. Ma anche ben 15 ritiri. Un gioiellino esteticamente pregiato, con il suo muso basso in stile retrò per la “moda” dell’epoca, ma al contempo molto fragile. Che oggi potete acquistare sul sito della casa d’aste Girardo.

Michael Schumacher in bianco sulla Ferrari 412 T2 | Foto: Girardo.com

LA PRIMA DEL KAISER Una Ferrari di Formula 1 all’asta, da usare in pista quando sarà possibile, o da tenere come oggetto da arredamento qualora aveste un salotto piuttosto grande, fa già notizia da sé. Quella messa in vendita in questi giorni è però ancora più speciale: la 412 T2 con telaio numero 157 protagonista del nostro racconto è infatti – rullo di tamburi – la prima Ferrari F1 guidata da Michael Schumacher. Quando si pensa all’epopea del Kaiser in rosso, si ricorda il debutto sulla (bruttissima) F310 con il naso “a pellicano”, guidata nel mondiale ’96 e portata in trionfo sotto la pioggia torrenziale del Gp di Spagna a Barcellona. Non tutti però ricordano che, terminata la stagione 1995 da campione del mondo sulla Benetton, Schumi si recò subito a Maranello per conoscere la squadra con cui avrebbe lavorato negli anni seguenti. E il comitato d’accoglienza organizzò subito due test privati – all’epoca era ancora consentito – per dare la possibilità a Michael di tuffarsi attivamente nel mondo Ferrari, comprendendo i punti di forza e soprattutto i talloni d’Achille dell’ultima monoposto a disposizione.

Un dettaglio della Ferrari 412 T2, la prima Ferrari guidata da Schumacher | Foto: Girardo.com

L’UOMO IN BIANCO il 16 novembre 1995 il sound inconfondibile di un motore V12, l’ultimo che la scuderia di Maranello ha installato su una delle proprie monoposto di Formula 1, squarciava la quiete della pista di Fiorano. Oltre duemila tifosi si assieparono sulle collinette attorno al circuito per ammirare quella Ferrari 412 T2 guidata da un misterioso uomo vestito di bianco che, per ragioni di sponsorizzazioni ancora in essere, non poteva ancora indossare la tanto agognata tuta rossa. Iniziò così, ufficiosamente, l’avventura di Michael Schumacher con la casa modenese: un binomio entrato nella storia delle corse come il più vincente di sempre fino all’avvento dei motori turbo ibridi e della Mercedes iridata con Hamilton e Rosberg. Qualche giorno più tardi, al termine di un altro test sulla pista portoghese dell’Estoril, quello stesso uomo in bianco si troverà addirittura a dichiarare che la 412 T2 oggi in vendita andava addirittura più forte della macchina con cui aveva appena conquistato il mondiale. Il cronometro, d’altronde, non mente mai: Michael completò il giro più veloce in 1:21.200, di 7 decimi più rapido di Berger e oltre un decimo più veloce del suo stesso tempo con la Benetton nelle qualifiche del Gp del Portogallo corso meno di due mesi prima.

Michael Schumacher nel test del 1995 con la Ferrari 412 T2 | Foto: Girardo.com

PRONTA ALLA PISTA Il resto della storia è arcinoto, con Schumacher protagonista della serie di undici titoli mondiali (cinque piloti e sei costruttori) portati a casa tra il 1999 e il 2004. Il buongiorno si vede dal mattino, certo, ma in realtà ci vollero altri quattro lunghi anni per rompere il digiuno iridato del team di Maranello. La 412 T2 telaio 157 battezzata dal Kaiser, mandata in pensione al termine del test portoghese, fu poi acquistata, dopo una lunga trattativa con Jean Todt, dal collezionista tedesco Peter Fandel. Nel 2000, la macchina fu rivenduta al ricco appassionato Klaas Zwart, che l’ha utilizzata in diversi eventi dimostrativi come il GP storico di Monte Carlo. Nel 2013, infine, l’ulteriore cessione all’attuale proprietà, che ha provveduto a raccogliere tutte le certificazioni e anche al restauro delle componenti meccaniche operato dal team Ferrari Classiche. L’auto – in fondo alla pagina trovate una gallery di foto di dettaglio a dir poco pazzesche – è marciante e pronta per tornare a sfrecciare in pista, quando sarà terminata la quarantena, ma per il prezzo è necessario manifestare il proprio interesse all’acquisto alla casa d’aste Girardo. Voi che ne dite? Vale la pena rompere il salvadanaio?


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