Autore:
Simone Valtieri

IL PRECEDENTE MIGLIORE La più grande rimonta della storia della Formula 1 nell'era dei 25 punti a vittoria appartiene a Sebastian Vettel, quando nel 2012 l'allora pilota della Red Bull conquistò il titolo iridato. Dopo 10 gare su 20 infatti - la decima fu un Gran Premio della Germania vinto da Alonso sulla Ferrari e con un quinto posto di Vettel - il tedesco era terzo in classifica e pagava ben 44 punti di ritardo dal leader, che era proprio Fernando Alonso, e 10 di ritardo dal compagno Mark Webber. Iniziò poi la lenta ma inesorabile rimonta di Vettel, che attuò il sorpasso con un poker di vittorie asiatiche, a Singapore, in Giappone, in Corea del Sud e in India, e mantenne un vantaggio di tre punti su Alonso al termine del campionato, dopo un rocambolesco GP del Brasile, che lo vide costretto a rimonta dall'ultima posizione dopo un contatto in partenza, e terminare sesto. Tanto bastava per portare a casa il terzo titolo iridato consecutivo. Allora Vettel ebbe però a disposizione ben 10 gare per recuperare il distacco, mentre quest'anno ne avrà solo quattro, per di più con un rivale in stato di grazie e una Mercedes in forma spaziale.

IL RECORD ASSOLUTO Dopo il GP del Giappone scorso, il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene, aveva affermato di credere ancora nelle residue chance di titolo del suo pilota, che avrebbe però bisogno di un miracolo, mai avvenuto nella storia dela Formula 1: recuperare 67 punti in 4 gare. Se andiamo a scavare negli archivi, infatti, la rimonta più consistente della storia è stata quella messa a segno dal britannico James Hunt in quella leggendaria stagione del 1976 che è stata persino immortalata sulla pellicola del film "Rush". In quel campionato fu però complice il terribile incidente occorso a Niki Lauda, che dopo 9 gare su 16 comandava la classifica con ben 35 punti (se ne assegnavano allora solo 9 a vittoria) sul futuro campione, terzo dietro anche al sudafricano Jody Scheckter a 7 GP dal termine..

GLI INCUBI DI LEWIS Qualcosa di simile a quanto dovrebbe fare Vettel, accadde nel 2007, quando Kimi Raikkonen vinse il titolo iridato con la Ferrari all'ultima gara precedendo i due piloti McLaren, Alonso e Hamilton, di un solo punto nella classifica finale. Il finlandese vinse gli ultimi due GP di quell'anno, con Lewis Hamilton che aveva 17 punti di margine quando mancavano appena due gare al termine e tra Cina e Brasile compì uno dei più grandi suicidi sportivi che si ricordino. Nella piovosa Shanghai si impantanò all'entrata della corsia dei box, ritirandosi, mentre nell'appuntamento di Interlagos commise un paio di errori: al via, dalla seconda casella, si fece bruciare da Raikkonen e Alonso, con Massa che lasciò presto strada al suo compagno in Ferrari. Poi, a causa di un problema al cambio causato probabilmente da una regolazione sbagliata, scivolò a fondo gruppo e non fu in grado di fare meglio che settimo a fine gara. Non bastò rimontare fino a conquistare 2 punti per riprendersi la vetta della classifica che era saldamente nelle sue mani due gare prima. Allora si assegnavano 10 punti al vincitore, 8 al secondo, e l'ultimo a prendere punti era l'ottavo, che ne portava a casa 1. Ne servivano due in più a Lewis per vincere il titolo nella sua stagione d'esordio, un quinto posto considerato scontato alla vigilia e mai arrivato.

I SOGNI PROIBITI DI SEB Tutti i precedenti raccontati non serviranno però di certo a rasserenare i sonni di Sebastian Vettel, che dovrebbe fare molto più di quanto la storia racconta per non lasciare andare il sogno del quinto titolo iridato. Nello scenario meno improbabile - comunque di difficilissima realizzazione - dovrebbe sperare nella complicità di Hamilton e della Mercedes, che dovrebbero regalargli almeno un paio di "zeri" in un mondiale nel quale Lewis non ha visto la bandiera a scacchi solamente in Austria. Nelle altre due gare avrebbe bisogno che Lewis non facesse meglio di un secondo e di un terzo posto. E manca l'ultimo dettaglio: ovviamente Seb dovrebbe fare bottino pieno nelle ultime gare, vincendole tutte e quattro e portando a casa 100 punti. Una missione proibitiva persino per Ethan Hunt (il Tom Cruise di "Mission:Impossible").


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