Autore:
Simone Valtieri

PERFEZIONE VS FOGA Uno tanto perfetto da risultare invisibile alle telecamere, come faceva Michael Schumacher negli anni d'oro della Ferrari. L'altro ancora una volta imperfetto, pieno di foga, sebbene non gli si possa imputare di non averci provato. Ogni minimo errore costa tanto, in Formula 1 più che mai, e Sebastian Vettel ne ha messo insieme troppi quest'anno per sperare di poter togliere il titolo all'intoccabile Lewis Hamilton. Aggiungiamoci che le prestazioni attuali della Ferrari non sono più quelle di qualche gara fa e si capisce bene come a Maranello si inizi a pensare già al 2019 mentre a Breckley gli uomini della Mercedes stanno mettendo nel ghiaccio le bottiglie di Champagne. Il Gran Premio del Giappone ha raccontato questo e molto altro: tante sportellate, tanti sorpassi, tanti temi, tutti approfonditi nelle pagelle che state per leggere.

LEWIS HAMILTON - VOTO 10 Cosa ha fatto Lewis Hamilton per meritarsi il massimo a questo giro? Non un sorpasso, non una difficoltà, non un'emozione regalata al pubblico. Praticamente non si è visto per tutta la gara, inquadrato dalle telecamere al via e sul traguardo. Ah già, anche sul podio... laddove è salito per la ottava volta consecutiva, la 14° su 17 gare, conquistando la nona vittoria dell'anno e la quasi certezza del suo quinto titolo mondiale. A Suzuka Lewis ha chiuso in testa tutte le sessioni di libere, ha conquistato la pole e condotto la gara dal primo all'ultimo giro. Gli manca solo il giro veloce, soffiatogli via da Vettel come magrissima consolazione negli ultimi due giri della gara, ma questo non intacca di un niente la perfezione assoluta raggiunta dal campione britannico.

VALTTERI BOTTAS - VOTO 8 Gara tranquilla anche per il fido scudiero di Lewis, ma non chiamatelo Sancho Panza. Il suo cavaliere non è un visionario, ma il pilota più concreto dell'anno e lui gli copre le spalle per tutta la gara, senza poterlo mai per nulla impensierire, in entrambe le accezioni del verbo potere. Non può perché con ogni probabilità non è nelle sue corde, e non può perché, fin quando il titolo non è archiviato nella bacheca Mercedes, non gli è proprio concesso farlo. Si limita a proteggere Lewis dalla lontana minaccia del volitivo Max Verstappen e non deve neanche farlo con il precipitoso Sebastian Vettel, il quale si autoesclude da solo. dalla lotta per il vertice.

MAX VERSTAPPEN - VOTO 8 La sua RB14 è sempre quella che è: un'ottima macchina che non gli permette di lottare ad armi pari con Mercedes e Ferrari, sebbene in questo weekend la differenza con la rossa fosse minore che su altre piste. Max però è alza ogni volta il livello prestazionale, lotta come un leone, attacca Bottas nel finale ma senza avere alcuna possibilità di riuscita. Non prende un voto più alto perché nei due episodi con Raikkonen e Vettel non è esente da colpe. Nel primo sono giustissimi i 5 secondi di penalità ricevuti, dopo essere rientrato in pista in modo dissennato, neanche fosse di sua proprietà. Nel secondo caso è stato furbo, ma anche fortunato. Il contatto con Vettel poteva seriamente porre fine alla sua gara.

DANIEL RICCIARDO - VOTO 9 Meriterebbe lo stesso voto del compagno, conclude nei suoi scarichi nonostante essere scattato in 14° posizione, e per fortuna senza ulteriori "sfighe". Un punto in più perché non commette errori e fa il massimo possibile con il mezzo a disposizione. Vorremmo vederlo sempre così, ma anche scattare qualche fila più avanti senza problemi di affidabilità. L'urlo lanciato nell'etere della pitlane di Suzuka sabato ha probabilmente spaventato gli uomini Renault, che gli hanno consegnato un motore perfetto per la gara. Altro che l'urlo di Chen...

KIMI RAIKKONEN - VOTO 6 Quarto in qualifica solo grazie all'autoeliminazione di Ricciardo e Vettel. Quinto in gara, anche qui solo grazie ai pasticci del compagno di scuderia. Come livello prestazionale è nettamente il peggiore dei top driver, non trova il feeling con la pista e con l'auto per tutto il fine settimana. Una gara triste, conclusa senza infamia e senza lode. Alla sufficienza ci arriva per un semplice motivo, l'auto che Verstappen gli danneggia al primo giro e che limita le sue aspettative, probabilmente sarebbe finito davanti a Ricciardo senza quel problema, ma siamo sicuri che Max in 53 giri non avrebbe trovato il modo di passarlo lo stesso?

SEBASTIAN VETTEL - VOTO 5 Il primo giro è da dieci, punto. Il tentativo al giro 8 su Verstappen che gli costa la gara è generoso, ma si è rivelato un rischio troppo alto. Il resto si traduce in tanti bei sorpassi e nell'inutile doppietta di giri veloci nel finale come a voler urlare al mondo la sua rabbia. Verrebbe da dargli 6 nonostante abbia commesso un errore grave quasi quanto quello di Monza. Poi viene in mente però tutto il pastrocchio della qualifica, e non è possibile regalare a Seb la sufficienza, nel weekend in cui ha probabilmente detto addio al sogno iridato.

SERGIO PEREZ - VOTO 8 Quando guida con la testa Sergio è un top driver. Dispiace non averlo mai visto all'opera in un top team con chance di titolo nonostante il munifico sponsor. Con una gara senza errori e tanta grinta è il primo degli altri, superando in classifica e nel risultato di questa domenica il compagno ESTEBAN OCON (comunque bravo, nono e da 7 in pagella), e mostrando al mondo (giustamente scandalizzato per la probabile esclusione del francese dalla griglia il prossimo anno) di meritare comunque il rinnovo con la Force India, accanto con ogni probabilità al pay driver più invidiato della storia recente (Lance Stroll, figli del neo proprietario Lawrence).

ROMAIN GROSJEAN - VOTO 7 Buona gara per il francese della Haas, che con il contratto in tasca corre libero da preoccupazioni e ottiene quasi il massimo possibile. Ciò che spicca in questo weekend è però la controprestazione del suo compagno KEVIN MAGNUSSEN (Voto 4), il peggiore del weekend per il comportamento in pista. Meritano 4 anche i commissari per non aver sanzionato il suo brake-testing costato la gara a CHARLES LELERC (Voto 7, stava correndo bene, ma è stato costretto a ripartire dal fondo dopo aver cambiato il musetto della sua Sauber)

GLI ALTRI L'ultimo punto disponibile va nelle tasche di CARLOS SAINZ (Voto 6), abile nel superare PIERRE GASLY (Voto 6 anch'esso) nel finale e depredare la Honda della soddisfazione di un punto in casa. MARCUS ERICSSON (Voto 5, tampona il compagno di squadra rischiando di danneggiare ulteriormente la sua gara) e BRENDON HARTLEY (Voto 5 anch'esso, non regge il confronto con il suo compagno) fanno quel che possono, lottando nella pancia del gruppo. Di WILLIAMS e MCLAREN (Voto 4 a entrambe) non ci sentiamo di giudicare i piloti. Le due nobili decadute ultimamente sono ancor meno competitive del solito. Ed è il peccato più grande di questo mondiale 2018.


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