F1 2017

Le magiche vittorie della Ferrari all'Hungaroring


Avatar di Simone  Dellisanti , il 26/07/17

4 anni fa - Sul tracciato ungherese, tutte le vittorie della Ferrari hanno avuto un qualcosa di magico

Sul tracciato ungherese tutte le vittorie della Ferrari hanno avuto un qualcosa di magico: come dimenticare le vittorie di Schumacher, Mansell, Barrichello e Vettel

ALL'EPOCA Quando la Formula 1 corse in Ungheria per la prima volta, nel 1986, c’erano ancora l’Unione Sovietica e il cosiddetto Blocco Orientale. Ai tempi, l’Hungaroring era un circuito, tecnico, lento e tortuoso e di conseguenza tutti i sorpassi erano difficilissimi da effettuare ed estremamente pericolosi. Questo perché in caso di incidente o di un errore di valutazione si poteva finire contro un muro a causa di tutte le attrezzature spartane che circondavano il circuito. 

OGGI Oggi, tutta l’infrastruttura è stata ammodernata, dentro e fuori dal circuito, ma il tracciato è rimasto molto tecnico, nonostante le numerose modifiche che lo hanno visto protagonista in questi anni. 

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LA PRIMA VITTORIA All’Hungaroring, a pochi chilometri dalla stupenda Budapest, la qualifica conta più che su tanti altri circuiti. Eppure la prima vittoria della Scuderia Ferrari in terra magiara, datata 1989, fu resa ancora più brillante da una rimonta incredibile di Nigel Mansell dalla sesta fila in griglia (con oltre due secondi di distacco dalla pole) e da un sorpasso storico su Senna, sfruttando il doppiaggio di Johansson.

QUALCOSA DI SPECIALE Sul tracciato ungherese tutte le vittorie della Ferrari hanno avuto un qualcosa di magico: dopo quello di Mansell, c’è il successo “strategico” di Michael Schumacher nel ’98. I team radio di quella gara, tra il pilota e il muretto, hanno fatto la storia: “Te la senti di passare da due soste a tre?”. E lui se la sentì, eccome. E poi le vittorie di Michael e Barrichello nel 2001 e 2002, con la conquista matematica del titolo mondiale; lo “hat trick” del 2004 (pole, primo posto e giro più veloce) sempre di Schumacher. E infine la partenza fulminante di due anni fa, la corsa quasi in solitaria di Sebastian Vettel fino al gradino più alto del podio.

CARATTERISTICHE TECNICHE Fra tutti i tracciati del mondiale, quello ungherese è uno dei più corti e più “esigenti” quanto a livello di carico aerodinamico. Il caldo e il degrado delle gomme (qui avremo Medium, Soft e Supersoft) sono altri fattori da tenere in considerazione. Il rischio di pioggia per il week end è molto basso: buon per il pubblico, che qui può godere di un’ottima visuale.


Pubblicato da Simone Dellisanti, 26/07/2017
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