Pubblicato il 29/07/20

SUGGESTIONE ROSSA La storia è ormai vecchia di quasi 30 anni, ma a cadenza regolare torna fuori con sempre maggiori dettagli. Il motivo non è certo casuale perché questa è la storia che parla del pilota più amato della Formula 1 e del team più blasonato e iconico in griglia di partenza. E di come, il matrimonio che “non s’ha da fare” per eccellenza sia saltato proprio quando tutto sembrava invece pronto per la celebrazione. A svelare nuovi retroscena sul mancato accordo tra la Ferrari e Ayrton Senna, è Carlo Cavicchi nell’edizione di agosto del mensile Quattroruote, che riporta in esclusiva le parole di Pietro Fusaro, presidente del Cavallino rampante nel 1991, quando la firma del campione brasiliano con Maranello sfumò in dirittura d’arrivo.

F1 GP Italia 1990, Monza: Ayrton Senna (McLaren) sul podio con Alain Prost (Ferrari) e Gerhard Berger

LA MOSSA DI PROST Che Senna e la Rossa siano stati davvero vicini – al termine di un mondiale ’90 in cui proprio Ayrton si era laureato campione con tanto di incidente alla prima curva di Suzuka con il rivale di sempre, Alain Prost su Ferrari – è cosa arcinota. Alle parole dell’allora team principal Cesare Fiorio, architetto del possibile arrivo del paulista, si sono aggiunte adesso quelle di Fusaro, che ha spiegato punto su punto le ragioni del mancato accordo nonostante un contratto ormai definito nei minimi dettagli: “Scavalcando le gerarchie, Alain Prost chiese un colloquio privato con Gianni Agnelli. All’uscita di quell’incontro, Prost dichiarò ufficialmente di essere stato riconfermato per la stagione 1991… Fui preso in contropiede e, nel rispetto delle gerarchie aziendali, mi consultai con Cesare Romiti riguardo alla firma da apporre sul contratto, perché la conferma di Prost in squadra escludeva logicamente la possibilità di avere Ayrton a Maranello”.

F1 GP Giappone 1990, Suzuka: le auto incidentate di Senna (McLaren) e Prost (Ferrari) dopo il contatto

LA DECISIONE FINALE L’ex presidente ha raccontato di aver provato a spiegare i motivi anche economici per cui l’ingaggio di Senna avrebbe portato grossi benefici agli affari di Fiat in Brasile. Ma, alla fine, Fusaro dovette accodarsi alla decisione dell’Avvocato: “Mancavano solo le firme e le ripetute insistenze si protrassero per molto tempo. Alla fine, però, incassai il ‘no!’ non potendo mettere in discussione una scelta che, a ragione o torto, era ormai attribuita ufficialmente a Gianni Agnelli”. Il campione brasiliano rimase dunque a Woking, vincendo proprio nel 1991 il suo terzo e ultimo titolo iridato, mentre il francese, al termine della stagione veniva licenziato in tronco per essersi lasciato scappare che la Ferrari di quell’anno era un “camion. Nel 1994, il passaggio alla Williams con il tragico epilogo di quel maledetto 1° maggio a Imola. Ma il sogno di Ayrton, destinato a restare tale, pare fosse quello di vestirsi di rosso…


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