Autore:
Salvo Sardina

AUTOCRITICA PLATEALE Cosa fate quando, sul lavoro o nei rapporti interpersonali, commettete un errore? Banalizzando e semplificando all’estremo, non ci serve un esperto in psicologia per capire che le persone si suddividono in due grandi insiemi: quelli che cercano giustificazioni e quelli che invece se la prendono fondamentalmente con se stessi. Rientra in quest’ultima categoria Charles Leclerc: i suoi “I am stupid” via radio dopo ogni imprecisione di guida sono ormai una costante. Ma fare autocritica in maniera così plateale è solo uno degli aspetti del carattere del giovane monegasco o magari una tattica per ingraziarsi le simpatie dei tifosi ferraristi?

L’ERRORE DI BAKU L’esempio più palese l’abbiamo visto proprio a Baku quando, nel corso della Q2, il ventunenne ha commesso un errore in curva-8, infrangendo sulle barriere di protezione tutti i suoi sogni di bissare la pole position del Bahrain. “Sono uno stupido, sono uno stupido. Ho spento tutto”, le primissime parole di Leclerc sussurrate in radio, tra l’incredulo e lo sconsolato, al muretto. Ma i più attenti ricorderanno che anche al termine della Q3 in Cina il giovane talentino proveniente dall’Academy di Maranello si era rammaricato pubblicamente per qualche sbavatura di troppo che non gli aveva consentito di partire più avanti (e di limare almeno quei 17 millesimi che lo separavano dal compagno Vettel).

CHARLES NEGA Le voci che però questa potrebbe essere una tattica per compiacere i tifosi sono giunte alle orecchie di Leclerc che, interpellato sul tema dai colleghi del Monaco Matin, ha voluto rispondere: “No, non è vero. La mia è una reazione spontanea e naturale, non c’è alcun messaggio nascosto. Sono sempre stato molto critico con me stesso sin da quando correvo nei kart”.

IL DUALISMO Il monegasco ha anche notato come nella stampa e tra i tifosi si parli molto di più della potenziale rivalità con Sebastian Vettel che del dualismo interno al box Mercedes, che invece sta di fatto infiammando la lotta per il titolo piloti: “Sì, ci sono molti commenti su Seb e me anche sui social e in un certo senso lo capisco. Hamilton e Bottas sono insieme già da un po’ di tempo, mentre in Ferrari è arrivato un giovane pilota e la gente guarda con attenzione quello che faccio. È abbastanza normale che sia così”.

LA MACCHINA Leclerc ha infine parlato anche dei problemi della SF90, macchina che si è dimostrata velocissima ma solo in alcune particolari situazioni di pista: “Dipende fondamentalmente dalle condizioni del tracciato. Questa vettura, per essere veloce, richiede dei settaggi estremamente precisi. In Australia e in Cina le Mercedes erano più forti, ma in Bahrain la nostra macchina era la migliore. A Baku era nelle nostre mani la possibilità di essere ancora quelli con la monoposto più rapida. In termini tennistici, direi che la Mercedes ha fatto un gran bel break. La partita però è ancora lunga e credo ci sia tutta la possibilità per noi di vincere. Anche il team ci crede, dobbiamo solo continuare a migliorare. Con il giusto setup possiamo battere i nostri rivali”.


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