GARA MEMORABILE Il Gran Premio del Brasile 2012 è sicuramente una delle gare più iconiche dello scorso decennio. Ultimo appuntamento della stagione, fu decisivo per l'assegnazione del mondiale Piloti, conteso da Sebastian Vettel (Red Bull) e Fernando Alonso (Ferrari). Lo spagnolo sembrava avere il titolo in pugno dopo che il rivale era rimasto coinvolto in un contatto con Bruno Senna nelle prime fasi di gara, riportando danni evidenti alla sua monoposto. Vettel non si perse però d'animo e, in un gran premio ricco di colpi di scena, riuscì a rimontare fino al sesto posto finale, sufficiente per garantigli il terzo mondiale consecutivo. Alonso chiuse invece secondo, alle spalle del vincitore Jenson Button (McLaren) e davanti al compagno di squadra Felipe Massa.

LA VERITA' DI FERNANDO Tra le tante immagini memorabili di quella domenica, una delle più celebri riguarda Alonso e il suo sguardo, con il casco ancora in testa, al termine della gara. Si è sempre collegato quell'espressione alla delusione per il titolo sfuggitogli solo negli ultimi giri, ma lo spagnolo dopo quasi 8 anni ha voluto smentire questa ricostruzione raccontando il retroscena di quel momento catturato dalle telecamere della diretta internazionale: ''Ci sono bugie sulla mia carriera - ha dichiarato alla rivista F1 Racing - Ero sceso dalla macchina e stavo guardando Felipe che per qualche motivo non riusciva a smettere di piangere. Era con i suoi meccanici e la moglie, quindi ero lì ad aspettarlo, per vedere se stava bene. La storia era che io fossi scioccato o triste, ma no, non mi importava così tanto. Volevo abbracciare Felipe''.

F1, GP Brasile 2012: Felipe Massa e Fernando Alonso (Ferrari) si abbracciano a fine gara

PARENTESI FELICE Il due volte campione del mondo ha poi ricordato con affetto i cinque anni trascorsi a Maranello: ''So che non abbiamo vinto il campionato, ma abbiamo combattuto e dato tutto quello che avevamo. Abbiamo lavorato molto duramente per ogni risultato e la vita fuori dall'abitacolo è stata grandiosa. È stato un bel momento della mia vita, vivere a Maranello. Avevo molti amici lì, con Felipe e Jules che era nell'Accademia. Ogni venerdì sera giocavamo a calcio insieme ai meccanici e agli ingegneri. Emozionalmente è stato intenso. Essere un pilota Ferrari ti dà molte soddisfazioni sia dentro sia fuori dalla macchina''. Alonso ha guidato per il Cavallino Rampante dal 2010 al 2014, vincendo 11 gran premi e sfiorando il titolo iridato sia nel 2010 sia nell'appena ricordato 2012.


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