Autore:
Andrea Minerva
INASPETTATO Un colpo di scena dietro l’altro, come se il sipario del palcoscenico sul quale si è svolta e ha preso vita la prima tappa del 52° rally del Friuli Venezia Giulia, si sia volutamente divertito  nel celare al meglio sorprese e repentini cambi di copione. È stato questo il leit-motiv della prima giornata di gara, combattuta come da facili e scontate previsioni, ma immediatamente segnata da un ritiro a dir poco clamoroso, quello di Umberto Scandola e Guido D’Amore con la Skoda Fabia R5 di Skoda Motorsport Italia
 
RITIRO Il tutto è avvenuto nel corso della seconda prova speciale, quando Scandola ha perso per un attimo il controllo del posteriore della Fabia, da qui una toccata neppure troppo violenta della ruota posteriore sinistra, ma gli esiti sono nefasti: rottura del cerchio e, peggio ancora, cedimento del braccetto della sospensione. Scandola e D’Amore riescono a concludere la prova con un ritardo di poco superiore al minuto e mezzo nei confronti di Paolo Andreucci e Anna Andreussi, ma proseguire il rally è impossibile e arriva così l’inevitabile ritiro, con la possibilità, nuovo regolamento alla mano, di riprendere la gara dalla seconda tappa, sfruttando una classifica di giornata nella quale si ripartirà tutti da zero.  Senza dubbio l’errore di Scandola è grave se rapportato alla situazione della classifica generale del campionato, ma non c’è nemmeno da stupirsi più di tanto. Il nuovo regolamento del Campionato Italiano Rally, che prevede per ogni gara due tappe con classifica del tutto distinta, ha fatto sì che i rally della Serie tricolore abbiano inevitabilmente assunto una sorta di forma “sprint”, che costringe i piloti a dare subito il massimo senza badare troppo alla gestione della macchina e delle gomme. L’incidente di Scandola, almeno in parte, è di certo dovuto a questa situazione. Il pilota veronese ha forzato subito il ritmo, e non gli è andata bene, così come, a volte capita nelle competizioni e ancora più nel rally.
 
SI FA FIESTA Chiuso questo capitolo, comunque fondamentale per le sorti del campionato, passiamo ora giustamente alla meritata vittoria di Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con la Ford Fiesta R5 del team Brc, non più nella versione a gpl, così come era all’inizio del campionato, ma nella versione alimentata a benzina, che tra l’altro sembra aver dato allo stesso Basso una marcia in più. Dopo aver vinto la brevissima prova iniziale del rally del Friuli Venezia Giulia, Basso ha subìto il ritorno di Paolo Andreucci nel corso della seconda prova speciale, per ritornare poi al comando della gara a partire dalla terza prova. 
Da quel momento, Basso e Granai hanno tenuto ben salda la prima posizione fino alla fine, nonostante i riscontri cronometrici delle singole prove abbiano sempre fatto registrare una differenza minima nei confronti di Paolo Andreucci e Anna Andreussi
 
AMBULANZA KO Ma l’impressione, abbastanza evidente, è stata che in questa occasione, Basso abbia trovato una maggior consistenza e velocità rispetto al rivale della Peugeot, sia pure per pochi secondi, o in alcuni casi, decimi di secondo. Non possiamo poi non rimarcare che la prima tappa del rally del Friuli Venezia Giulia è stata anche segnata da un episodio decisamente insolito, ovvero l’annullamento della settima e ultima prova speciale, a causa di un guasto ad una delle autoambulanze di servizio lungo il percorso. Evidentemente il tempo per la sostituzione del mezzo non c’era, e così l’ultimo e decisivo tratto del rally ha visto il transito di tutti gli equipaggi in mera condizione di trasferimento. In quel momento, Basso vantava un margine di 6 secondi e 4 decimi nei confronti di Andreucci che quindi tale è rimasto alla fine della giornata.
Un episodio sfortunato che ha accorciato ulteriormente, a poco più di 60km, la distanza e la durata delle prove speciali di gara 1. Francamente, davvero troppo poco per un rally che deve assegnare punti per il Campionato Italiano.
 
PEUGEOT Paolo Andreucci e Anna Andreussi, secondi al termine della prima tappa con la Peugeot 208 T16 di Peugeot Italia Motorsport, sono apparsi in forma dopo la parziale debacle registrata nelle due precedenti gare su terra, e con qualche adeguata modifica d’assetto e la consueta ottima gestione degli pneumatici, potranno legittimamente puntare alla vittoria nella gara 2, a questo punto indispensabile per mantenere la prima posizione nella classifica generale del campionato.
 
ANCORA FORD Altre ottime notizie arrivano invece dal fronte del team Brc, in particolare da Simone Campedelli e Danilo Fappani, che con la Ford Fiesta R5 alimentata a gpl, in sostanza la stessa macchina che era prima utilizzata da Giandomenico Basso, hanno centrato un brillante terzo posto, maturato soprattutto nella seconda parte della gara grazie a modifiche d’assetto che hanno consentito all’equipaggio del team Brc di sopravanzare in un paio di occasioni anche Paolo Andreucci e Anna Andreussi. La quarta posizione è stata appannaggio di Alessandro Perico e Mauro Turati con una Peugeot 208 T16, capaci di mantenere il passo dei migliori fino a quando il pilota bergamasco non ha subìto un evidente calo fisico.
 
I RISULTATI Grazie a questi risultati, la classifica del Campionato Italiano Rally rimane particolarmente “corta” e compatta, come è probabile che accada fino alla fine della stagione.
Tutti pronti quindi per la gara 2 del Rally del Friuli Venezia Giulia che seguiremo come sempre insieme a voi, e al successivo abituale appuntamento con le pagelle dei protagonisti del Campionato Italiano Rally.
 
 
CLASSIFICA GARA 1 – 52° RALLY DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
 
1) Basso/Granai  2) Andreucci/Andreussi a 6.4  3) Tempestini/Campedelli a 22.2  4) Perico/Turati a 35.4  5) Bosca/Aresca a 1.09  6) Rusce/Farnocchia a 1.52.6 
7) Tempestini/Bernacchini a 2.14.8 
 
CLASSIFICA DEL CAMPIONATO ITALIANO RALLY (dopo gara 1 del rally del 52° Rally del Friuli Venezia Giulia)
 
1) Andreucci 63,50 punti  2) Basso 62,25  3) Scandola 56  4) Campedelli 36,50  5) Tempestini 26,50

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