Autore:
Andrea Minerva

GRADITI CAMBIAMENTI Avete presente quel sottile e rassicurante benessere che si prova nel guardare, e riguardare, e guardare ancora lo stesso film? Più e più volte, fino a diventare capaci di ripeterlo a memoria, anticipare il copione, intonare le battute con tanta sicurezza quasi quasi da meritare l’Oscar….allo spettatore. Ecco, negli ultimi anni, a parte qualche sporadica emozione aggiuntiva e qualche lieve spolverata di pathos, il Campionato Italiano Rally ci ha restituito una sensazione simile a quella appena citata. Una sorta di rilassante dejà vu.

CAMBIO AL VERTICE “Tanto vince Andreucci”…..questo il ritornello che andava così di moda, in parte giustificato dalla sfilza di titoli tricolori messi insieme da Paolo Andreucci, Anna Andreussi e il team Peugeot Motorsport Italia, in parte giustamente poco gradito dai diretti interessati, che sanno bene quanti sacrifici siano realmente indispensabili per raggiungere qualsiasi vittoria. Chiudiamo questo preambolo, osservando come le cose siano cambiate, come il copione sia stato stravolto, come il film da vedere, questa volta, non sia più lo stesso, a prescindere da quello che possa essere o meno il finale. A due gare dalla fine del campionato, Andreucci non è più, infatti, il padrone della classifica generale. Questione di poco, 2 punti e 25 centesimi dal neo leader Giandomenico Basso, ma più dei numeri, è il come. Basso, con la Ford Fiesta R5 del team Brc ha vinto gli ultimi due rally, il “San Marino” e il “Friuli Venezia Giulia”, quattro tappe in tutto, e la sua costanza di rendimento inizia a preoccupare tutti, il campionissimo Andreucci così come l’alfiere della Skoda Umberto Scandola.

PRENDIAMO I POP CORN E la sconfitta di Paolo Andreucci e Anna Andreussi al rally del Friuli, dove il duo della Peugeot vanta il record di 4 vittorie, le ultime due consecutive, ha destato ancora più scalpore. Insomma, come andrà a finire questo film nessuno oggi lo può sapere, ma su quello che sia il genere nessun dubbio: thriller!

 

LE PAGELLE:

 

BASSO/GRANAI – FORD FIESTA R5: Per loro, il ruolo di….Terminator. Vincono e stravincono il rally del Friuli Venezia Giulia con la Ford Fiesta R5 del team Brc. 6 prove speciali in tutto. E dopo un mini duello iniziale con “Ucci” e “Ussi” salutano la compagnia. Intendiamoci, non infliggono distacchi abissali, ma fanno anche di peggio, giocano al “gatto con il topo”. Quando lo ritengono opportuno attaccano, pardon, tirano la zampata, quando invece la situazione lo richiede, gestiscono e difendono il vantaggio. Per lo più, sembrano e sono inattaccabili. Freschi della vittoria al rally di San Marino, il “Giando” e Lorenzo Granai, come ballerini di consumata e provata esperienza, non perdono il ritmo. Mai un errore, mai un’imprecisione, attenti a schivare le insidie meglio del “diavolo della Tasmania”. Il passaggio dalla Ford Fiesta R5 alimentata a gpl a quella che invece beve benzina, appare ad oggi del tutto azzeccata, così come prosegue felice e addirittura in crescita il rapporto con le gomme Michelin, che sull’asfalto del Friuli hanno sicuramente svolto un ruolo fondamentale. Primi in gara uno, primi in gara due, vincitori di conseguenza della classifica assoluta del rally,  da oggi al comando della classifica del Campionato Italiano Rally. Tanta gioia e soddisfazione, da fare quasi indigestione.

BASSO E GRANAI, VOTO: 10

 

ANDREUCCI/ANDREUSSI – PEUGEOT 208 T16 R5: Il rally del Friuli Venezia Giulia doveva essere come la manna dal cielo. Una gara vinta per ben quattro volte. Un bel po’ di energia e carburante da mettere nel motore e nel cuore del “trenino” Peugeot che da un po’ di tempo a questa parte sembra aver smarrito il binario giusto. E poi, la gara di casa, ché l’Anna Andreussi è orgogliosamente originaria proprio di queste parti, e qui vive con il compagno di vita e di abitacolo, Paolo Andreucci. Insomma, gli ingredienti sembravano esserci tutti, e invece la ricetta non è proprio riuscita del tutto. E sì che l’impegno di “Ucci” e “Ussi” non è certo mancato, così come quello del team Peugeot Motorsport Italia, e nonostante questo i risultati non sono stati eclatanti, o ancora meglio, non del tutto all’altezza delle aspettative. Il secondo posto in gara 1 e ancor peggio il quarto in gara 2 non possono essere considerati soddisfacenti, anche in virtù di un passo gara che non è quasi mai realmente stato al livello di Basso e della Brc, anche se il malfunzionamento della valvola pop off, quella che gestisce la pressione del turbo, nel finale di gara non ha certo aiutato. Al di là del sorpasso subito nella classifica generale, a preoccupare di più è probabilmente, in questo momento, il rendimento della Peugeot 208 T16, che appare essere di un gradino al di sotto di quello della concorrenza, leggi Ford e Skoda. Urge quindi correre ai ripari, prima che la giusta ambizione del decimo e storico titolo tricolore non diventi per quest’anno solo una chimera. Ma, in tutta onestà, la reazione di “UcciUssi” e del team Peugeot, la diamo praticamente per scontata.

ANDREUCCI E ANDREUSSI, VOTO: 7

 

SCANDOLA/D’AMORE – SKODA FABIA R5: E’ come mirare una buccia di banana da almeno 100 metri di distanza, prendere la rincorsa e riuscire a centrarla in pieno, passandoci sopra a tutta velocità. E’ andata più o meno così, quando alla prima vera prova speciale del rally del Friuli Venezia Giulia, l’equipaggio della Skoda ha visto la Fabia R5 andare poco romanticamente a baciare un muretto. Cerchio distrutto, braccetto della sospensione piegato, umore rigorosamente nero, ritiro. Almeno per gara 1. Un’occasione persa, per usare un eufemismo, nel momento in cui la Fabia R5 sembra aver raggiunto, o quasi, il massimo del suo potenziale. Il nuovo regolamento del Campionato Italiano ha generato in buona sostanza delle vere e proprie gare sprint, costringendo i piloti a trasformarsi da maratoneti a centometristi, e questo può causare qualche errore in più, ma quello di Scandola è stato comunque e purtroppo un errore grave per chi ambisce al titolo tricolore. Il terzo posto di gara 2 ha ripagato in parte dell’amarezza e la classifica di campionato non è certo compromessa ma adesso il margine per sbagliare si è praticamente ridotto a zero.

SCANDOLA E D’AMORE, VOTO: 6

 

TEMPESTINI/FAPPANI – FORD FIESTA R5 GPL: Sarà meno entusiasmante del ruolo di Terminator che abbiamo appioppato al compagno di team Giandomenico Basso, ma temiamo che il buon Simone Campedelli dovrà accontentarsi di qualcosa d’altro. Di un ruolo solo apparentemente meno importante: l’ago della bilancia. Ora, ci rendiamo conto che detto così può anche suonare male, e apparire più adatto alla promozione di una vita sana e soprattutto di un’alimentazione corretta, ma la realtà, ovvio, è ben altra. A differenza sia di Andreucci che di Scandola, entrambi impossibilitati a contare sull’appoggio di un valido compagno di squadra, anzi, tutto sommato di un compagno di squadra qualsiasi, visto che non ce l’hanno, Basso può invece contare sull’ottimo Campedelli che pare avere ormai definitivamente affinato la confidenza con la Ford Fiesta R5 alimentata a gpl, la stessa utilizzata fino a qualche gara fa dallo stesso Basso. E Simone Campedelli e Danilo Fappani sembrano davvero l’arma in più, forse decisiva per il team BrcIl terzo posto in gara 1, e il secondo in gara 2 al Rally del Friuli Venezia Giulia, oltre a due prove speciali vinte, non che il distacco finale da Basso, nella seconda giornata, di appena un secondo e tre decimi, sono l’ennesima conferma del grande valore di Campedelli, finalmente espresso appieno nelle vicende del Campionato Italiano.

CAMPEDELLI E FAPPANI, VOTO: 8,5

 

CLASSIFICA CAMPIONATO ITALIANO RALLY – PILOTI

  1. Basso 69.75 punti  2) Andreucci 67.50  3) Scandola 61.00

 

CLASSIFICA CAMPIONATO ITALIANO RALLY – COSTRUTTORI

  1. FORD 94.25 punti  2) PEUGEOT 75.00  3) SKODA 62.50

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