Pubblicato il 06/12/2019 ore 16:59

MANIAC ON BOARD Mai dare un passaggio ad uno sconosciuto, né accettarlo se viene proposto. In realtà un autista Uber è figura della quale puoi fidarti, e nella stragrande maggioranza delle circostanze, la fiducia è ben ricompensata. Ma non è sempre così, talvolta in abitacolo succeddono cose brutte. Succedono alle donne, così come agli uomini. Ai passeggeri, così come ai conducenti. Per la prima volta Uber pubblica un rapporto sulla sicurezza del proprio servizio. Verdetto globalmente positivo, pur con qualche scandalo che mette un po' di angoscia.

Uber, nel 2017-2018 107 incidenti mortali

UBER HORROR Il periodo preso in considerazione dal rapporto è il biennio 2017-2018, limitamente agli Stati Uniti. In 24 mesi, 2,3 miliardi di corse in taxi privato e una quota di incidenti pari ad appena lo 0,1%, mentre gli episodi gravi sono addirittura solo lo 0,0003% (la metà della media nazionale), pari a 107 sinistri con esito mortale. Scegliere Uber significa arrivare a destinazione sani e salvi, tranne quando capita la classica serata storta. Cioè quando capiti con un autista che ti raccomando: la relazione cita 5.500 casi di molestie e abusi sessuali, 464 casi di stupro, inoltre 19 aggressioni fisiche con esito fatale. Cifre che colpiscono, ma pur sempre estrapolate da oltre 2 miliardi di Uber rides nel corso di due anni. E di maniaci e malintenzionati, già lo si sapeva, il genere maschile pullula a ogni latitudine.

Uber, negli Usa il Panic Button per chiamare il 911

NIENTE PANICO Le statistiche sono bilaterali: nel 45% dei casi, a segnalare all'azienda o alle autorità l'aggressione fisica è stato proprio il driver. Sembra in ogni caso che nel 2019 il fenomeno di molestie, rapine o di altri comportamenti per nulla piacevoli sia in diminuzione. E che la compagnia abbia ulteriormente alzato l'asticella della selezione degli autisti: tra il 2017 e il 2018, Uber avrebbe respinto oltre un milione di candidature, proprio perché in mancanza dei necessari requisiti all'esercizio dell'attività. E se senti odore di pericolo, c'è sempre il tasto "Panic"...


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