Autore:
Lorenzo Centenari

APRI GLI OCCHI Telecamere per lo più spente, anzi no. Contrordine compagni (di viaggio), ancora pochi giorni di anarchia e il Tutor tornerà a sorvegliare l'intera rete autostradale, o quasi. Clamorosa fu la sentenza della Corte d'Appello ad aprile 2018, ancor più clamoroso il verdetto ora della Cassazione: infondate le motivazioni secondo le quali lo scorso anno Autostrade per l'Italia venne accusata di violazione di proprietà intellettuale della società toscana Craft. Il sistema di rilevazione della velocità media dei veicoli può tornare a svolgere il suo compito regolarmente. Quindi, che succede adesso?

GIÀ AL LAVORO Succede molto semplicemente che Aspi non sta perdendo tempo, e ha già sguinzagliato i suoi tecnici per ripristinare uno a uno tutti gli apparecchi Tutor spenti oltre un anno fa. Se non tutti, una quantità sufficiente per mettere la Polizia Stradale nelle condizioni di monitorare oltre 1.000 km di Autostrada in tempo per il controesodo, cioè già per l'ultima settimana di agosto. Al momento, l'impiego dei dispositivi alternativi SICVe-PM aveva sin qui permesso il controllo di 420 km di rete a pagamento. Le tratte sotto Tutor raddoppieranno perciò nello spazio di pochi giorni, e al volante, quando si incontreranno quegli archi armati di occhi elettronici, sarà bene tenerlo a mente.

TUTOR NOVELAS "La sentenza della Cassazione - commenta Aspi in una nota - dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive. La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale". Che la telenovela sia finita oppure no, la saggezza suggerisce di alleggerire il piede sul gas. Oltre all'incolumità propria e altrui, ora esiste una motivazione ancor più convincente. Tutor is back.


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