Pubblicato il 10/12/2018 ore 17:31

FABBRICHE DI SECONDA MANO Perché costruirne di nuove, quando presto un intero sistema industriale verrà abbandonato, lasciando fior di fabbriche a disposizione? Tesla cresce e ha fame, di successo così come di spazio: non è escluso che alcuni degli odierni stabilimenti GM, tra quelli in via di dismissione come da business plan lacrime e sangue, possano un giorno ospitare linee di montaggio Tesla. Lo annuncia Elon Musk, solito a gettare in pasto ai media scoop da prima pagina, ma altrettanto ligio alle promesse (salvo qualche defaillance) al momento di passare dalle parole ai fatti.

GENERAL (ELECTRIC) MOTORS Si sa che GM ha di recente comunicato a dipedenti, investitori e utenti l'intenzione di chiudere 7 stabilimenti entro il 2019 (quattro dei quali in Nordamerica, sparsi tra Ohio, Michigan, Maryland e Ontario) come extrema ratio per far fronte ai nuovi scenari del mercato globale (leggasi elettrificazione e guida autonoma). Come conseguenza, quasi 15.000 lavoratori (il 15% dell'organico General Motors) perderanno il proprio posto. A meno che.... A meno che Elon Musk non rilevi in parte o in tutto le attività dell'ex primo Costruttore al mondo, e salvi (anche se in misura minima) le sorti di un esercito di impiegati ed operai sul piede di guerra. 

TESLA INTERNATIONAL Qualora la maxi operazione andasse in porto, Musk si avvarrebbe del supporto di altri investitori interessati a rilevare i plants GM. Fanta-industria, ma anche no: in passato (2010) Tesla già aveva appeso il cappotto in un'altra fabbrica di proprietà congiunta General Motors-Toyota, quella di Fremont, California, sborsando la cifra di 42 milioni di dollari e facendone il proprio quartier generale di produzione. L'ipotesi più credibile? GM cederà a Musk uno solo dei propri impianti. Un presidio che sarà complementare a un futuro sito europeo alla nuova Gigafactory cinese. 


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