Berlino verso il divieto di circolazione a tutte le auto?
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Stop a tutte le auto: Berlino discute la proposta a marzo


Avatar di Emanuele Colombo , il 19/01/22

3 mesi fa - La Innenstadt di Berlino ZTL

L'iniziativa Berlin Autofrei mira a trasformare gran parte della città tedesca in una Zona a Traffico Limitato. La proposta

Non solo Diesel e benzina: persino le auto elettriche rischiano di fermarsi a Berlino, dove un referendum popolare intende bandire tutte le auto dalla Innenstadt, la parte della città delimitata dalla ferrovia urbana S-Bahn-Ring. Non solo il centro città sarebbe interessato al blocco della circolazione, ma una superficie di circa 88 chilometri quadrati: per capirci, parliamo di un territorio pari a oltre due terzi dell'Area B, che delimita tutta la città di Milano (129 km²); e oltre 10 volte più grande dell'Area C della Cerchia dei Bastioni (8,2 km²).

La mappa della S-Bahn Ring La mappa della S-Bahn Ring

BERLIN AUTOFREI Tutto era iniziato come l'iniziativa di un gruppo di amici, che ora si è trasformata nella campagna su vasta scala Berlin Autofrei. Il primo passo è stato presentare al Senato della città una petizione che superasse i 20.000 firmatari: successo pieno, visto che le adesioni sono state 50.333. La proposta doveva essere valutata lo scorso 5 gennaio, ma un cambiamento in corsa nel testo ha reso necessario rinviare la decisione al 7 marzo 2022. Una volta che il Senato riterrà la legge costituzionale, avrà quattro mesi per decidere se debba essere approvata o respinta.

LE DEROGHE Se passasse, la proposta di legge prevede deroghe al divieto di circolazione per i servizi di emergenza, per il traffico commerciale, per i veicoli destinati alle consegne e per quelle persone che dipendono dall'auto a causa di qualche disabilità. I residenti che dovessero aver bisogno dell'auto per esigenze particolari, come un trasloco o per recarsi in vacanza in località non raggiungibili con i mezzi pubblici, potranno noleggiare un'auto fino a sei volte l'anno. Ma gran parte delle vie e dei parcheggi verrebbero trasformati in piste ciclabili e parchi, quindi la circolazione sarebbe ben diversa da quella attualmente consentita.

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Viali di Berlino trasformati in piste ciclabili - Initiative Volksentscheid Berlin autofrei / CC by-sa 4.0 Viali di Berlino trasformati in piste ciclabili - Initiative Volksentscheid Berlin autofrei / CC by-sa 4.0

LE ARGOMENTAZIONI Il portavoce di Autofrei Manuel Wiemann sostiene che gran parte dei berlinesi sarebbe contrario alle automobili: per motivi legati all'inquinamento e perché occupano molto spazio. Un rapporto redatto dal parlamento regionale di Berlino nel 2014 rilevava che il 58% della viabilità cittadina era occupata da automobili, nonostante solo un terzo degli spostamenti in città fosse effettuato da pendolari. Inoltre, il rapporto ha rivelato anche che le auto parcheggiate in città occupavano 17 km², ossia 20 volte più della superficie dei parcheggi per le biciclette. Senza contare che le auto contribuirebbero al degrado delle infrastrutture e che gli incidenti mortali sono all'ordine del giorno, sottolineano i promotori dell'iniziativa.

Le strade a Berlino, diventano parchi e aree pedonali - Initiative Volksentscheid Berlin autofrei / CC by-sa 4.0 Le strade a Berlino, diventano parchi e aree pedonali - Initiative Volksentscheid Berlin autofrei / CC by-sa 4.0

BOCCIATURA PREVISTA, CONTROMOSSA PRONTA Wiemann sarebbe poco fiducioso che tutto ciò possa avere un successo immediato, ma se come immagina la petizione verrà respinta, si sta già preoarando a organizzare un referendum popolare. La cosa non sembra semplicissima, infatti implica la raccolta di 175.000 firme e anche la sottoscrizione del 7% degli aventi diritto di voto alla locale Camera dei Deputati. Certo è che se dovesse trionfare, proprio in una città così importante della Germania, potrebbe dare il via ad altri movimenti analoghi in tutta Europa. E la cosa si presta a diverse interpretazioni: vero progresso per la società o piuttosto il ritorno all'Austerity indotta dalla crisi petrolifera degli anni 70?


Pubblicato da Emanuele Colombo, 19/01/2022
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