Autore:
Lorenzo Centenari

CONTROMOSSE Psicosi diesel. Dopo averne fatto la fortuna, mezza Europa si scaglia contro il gasolio e annuncia pesanti restrizioni. Fosse per le amministrazioni locali, le automobili diesel verrebbero interdette in massa dalla sera alla mattina. Trascurando per ora la ragionevolezza di una campagna tanto ostile, occupiamoci delle contromisure lato Costruttori. Nemmeno troppo preoccupata delle possibili ripercussioni, Volkswagen annuncia in ogni caso una maxi operazione di buy-back nel caso in Germania gli Enti locali dovessere davvero fermare la circolazione delle auto a gasolio. Vediamo, più nel dettaglio, di che si tratta.

TDI BUY-BACK Dal mese di aprile, Volkswagen promette che in caso di misure restrittive in materia di gasolio riacquisterà l'auto dal cliente, dandogli la possibilità di scambiare il proprio modello TDI con un altro, risparmiato dalla scure della politica. A Wolfsburg battezzano l'iniziativa "Germany Guarentee": qualora il proprio Comune di residenza, oppure quello dove si svolge il proprio lavoro, venissero interessati da eventuali provvedimenti a sfavore dei turbodiesel, entro 3 anni dalla data di acquisto la Casa ritira l'esemplare incriminato (buy-back), e come partita di scambio offre un modello di pari valore (al netto di precedenti ecoincentivi) alimentato diversamente.

IL PRECEDENTE BMW Come già accennato, a un possibile attacco nucleare contro il malcapitato diesel, Volkswagen prepara le proprie contromosse. Convinta, tuttavia, di essere in una botte di ferro. Digerito lo scandalo dieselgate, il Gruppo sostiene infatti di possedere al momento una tecnologia turbodiesel tra le più pulite in assoluto. E che anche nella malaugurata ipotesi di un blocco, il proprio pubblico non rimarrebbe comunque a piedi. La promozione Volkswagen segue la campagna BMW "Diesel Return Promise", dalle caratteristiche assai simili. Semmai, ancor più generosa: buy-back in caso di restrizioni nel raggio di 100 km dal domicilio o dall'ufficio.

IN USA Di una campagna di buy-back di proporzioni immense (nonché dai costi non esattamente trascurabili: si parla di 7,4 miliardi di dollari), Volkswagen è in realtà già protagonista negli Stati Uniti, il mercato cioè dal quale è sbocciato l'affaire dieselgate. Oltreoceano, gli esemplari turbodiesel riacquistati dalla Casa ammontano a qualcosa come 350.000. Una parte di essi è stata demolita, ma la stragrande maggioranza è ancora in attesa di conoscere il proprio destino, ammassata in 37 maxi-rimesse sparpagliate per il territorio Usa. Non solo parcheggi convenzionali: anche fabbriche dismesse, ex aeroporti, persino vecchi stadi di football americano (come nella città di Detroit) funzionano oggi come insoliti "cimiteri" Volkswagen. 


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