Efficienza a tutto campo. Sotto la carrozzeria, ma anche tutt'attorno alla sua superficie. Simulazioni in galleria del vento, ma anche in...auditorium. Forme e materiali statici, ma anche dinamici. Che mentre l'auto avanza, si animano motu proprio. Non è che si spostano. ''Scuotono'' e - così facendo - ammorbidiscono il muro d'aria mentre lo si attraversa. La transizione dell'industria auto alla propulsione elettrica ha impresso un'accelerazione anche agli studi sull'aerodinamica. Alcuni dei quali sfociano in soluzioni davvero affascinanti. Talvolta, strane proprio.
SHAKE SHAKE SHAKE Tra i metodi testati per far sì che i veicoli taglino l'aria in modo più efficace, Porsche - in collaborazione col mondo accademico - sta sperimentando un sistema che faccia vibrare l'intera vettura. Più di preciso? ''Stiamo esaminando se è possibile ridurre il valore Cd in determinati punti della carrozzeria - afferma il professor Andreas Wagner, presidente del programma di ingegneria automobilistica dell'Università di Stoccarda - generando vibrazioni sistematiche''. In che modo? ''Introducendo un impulso definito nel flusso intorno all'auto utilizzando gli altoparlanti di bordo'', spiega Wagner. Interessante. Tempi di uscita? Calma, calma.
GOOD VIBES Il metodo manca ancora di un libretto di istruzioni: lo sviluppo attraversa ancora la sua fase embrionale e Porsche vorrebbe prima assicurarsi che questa particolare tecnica non influenzi troppo i fattori ''N'' e ''V'' della cosiddetta formula NVH (Noise, Vibrations, Harshness: rumore, vibrazioni e durezza). ''Dobbiamo accertarci, ad esempio, che i passeggeri non avvertano ronzii in abitacolo'', spiega Wagner. Chissà, forse a bordo il ''massaggino'' acustico-aerodinamico sarà pure piacevole. Sta di fatto che salire a bordo di una Porsche elettrica e avvertire ''buone vibrazioni'', forse un giorno non sarà più solo un modo di dire.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.






