Porsche, Bugatti, Rimac: la joint venture è un segnale
Editoriale

Cosa significa che Volkswagen cede Bugatti a Rimac?


Avatar di Emanuele Colombo , il 11/07/21

4 mesi fa - Bugatti-Rimac con lo zampino di Porsche: dietro la mossa Volkswagen

Congetture sulle motivazioni non dichiarate che hanno portato Volkswagen a cedere Bugatti a Rimac, con il subentro di Porsche

Secondo me è un segnale. E pure forte. La notizia è di pochi giorni fa: Volkswagen cede il 55% di Bugatti - e quindi il controllo - al costruttore di auto elettriche croato Rimac. Conferirà il restante 44% a Porsche per creare una joint venture in vista di sviluppi futuri. Se interpreto correttamente quanto sta accadendo, dietro alla decisione di Volkswagen ci sono considerazioni che fanno riflettere sul futuro di tutto il mondo dell'auto e che rafforzano le ipotesi della fine imminente dei motori endotermici.

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UNA QUESTIONE SPINOSA La questione è semplice: la Bugatti Chiron, come la Veyron prima di lei (foto sopra), nasce attorno al poderoso motore W16 da 8,0 litri turbo a benzina. Con i tempi che corrono, per Volkswagen era una brutta gatta da pelare, viste le sue emissioni e le tasse a esse correlate. Il suo futuro, poi, era di quelli che tolgono il sonno la notte: elettrificarlo con una soluzione mild hybrid non porterebbe sufficienti vantaggi in termini di emissioni e una soluzione full hybrid potrebbe risultare concettualmente superata, oltreché certamente costosa. Farne un plug-in hybrid? Richiederebbe grossi investimenti perché gli ingombri di tale soluzione costringerebbero a rivedere il progetto fin dalla base, e in prospettiva potrebbe portare a una piattaforma dalla longevità discutibile. Che fare?

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I VANTAGGI NON DICHIARATI Cedere interamente il marchio di punto in bianco sarebbe stato poco accorto dal punto di vista strategico. Per le Bugatti c'è ancora mercato e rimane qualche anno buono per sfruttarlo. Ma certamente poterla accorpare a un'azienda che produce modelli a emissioni zero può portare vantaggi. I green credit di Rimac faranno comodo: anche a Porsche, che è stata chiaramente coinvolta per uno scopo. Rimac ci guadagna in prestigio e in rete di vendita: ''Stiamo combinando la forte esperienza di Bugatti nel settore delle hypercar, con l'enorme potenziale innovativo di Rimac nel campo della mobilità elettrica. Bugatti sta contribuendo alla joint venture con tutta la sua tradizione e con la sua rete globale di rivenditori'', ha detto Oliver Blume, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Porsche AG.

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DEL DOMAN NON V'È CERTEZZA E se Rimac, forte del nuovo blasone, potrà certamente proseguire dritta per la sua strada con la creazione di hypercar elettriche (la sua Nevera ha già fatto scalpore umiliando la Ferrari SF90  in una drag race), il futuro della produzione Bugatti è per ora avvolto dalle nebbie. Se la Bolide (foto sopra) rimarrà un modello esclusivamente da pista, come sarà fatta la hypercar che riceverà il testimone dalla Chiron? Poter sfruttare sinergie produttive e know-how del costruttore croato mette la Casa di Molsheim in una posizione molto meno scomoda. Tutto sta a vedere se Rimac sarà brava a capitalizzare gli asset acquisiti e come si modificheranno in quel caso i rapporti tra le due aziende. Ma la mossa di Volkswagen esprime, a mio avviso, l'incertezza su come affrontare la nuova era della mobilità quando si è zavorrati dal peso della tradizione.


Pubblicato da Emanuele Colombo, 11/07/2021
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