Anche a Stoccarda si bloccano le attività produttive a causa dell’emergenza coronavirus. Si comincia con due settimane, poi si vedrà
STOP FORZATO Anche la Germania alza le mani di fronte all’avanzata del coronavirus, e con lei il simbolo della sportività tedesca: dalla prossima settimana, e per almeno quindici giorni, Porsche chiude i suoi impianti produttivi di Zuffenhausen e Lipsia.
UNA DECISIONE NECESSARIA La decisione, si legge nella nota pubblicata dalla casa di Stoccarda, arriva “in risposta all'aumento significativo della percentuale di infezioni dovute a coronavirus e a seguito delle misure di contenimento attuate dalle autorità competenti”. La chiusura si è resa necessaria in primo luogo per tutelare i lavoratori, ma anche perché la catena di fornitura si è praticamente interrotta, e la produzione non riesce a svolgersi in maniera regolare.
SGUARDO AL FUTURO In questi giorni Porsche si preparerà anche ad affrontare l’inevitabile calo della domanda, e a tutelare la propria solidità finanziaria. “Non è ancora possibile sapere quali saranno le conseguenze effettive. È dunque prematuro fare delle previsioni. Quel che è certo è che il 2020 sarà un anno molto impegnativo,” ha dichiarato Oliver Blume, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Porsche AG. Oltre a sospendere la produzione, Porsche ha sospeso tutti i viaggi di lavoro, ha esteso lo smart working a tutti i settori che possono farlo, e le riunioni si svolgono solo tramite collegamenti telefonico o video.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.





