La Casa giapponese si aggiunge alla lunga lista delle aziende costrette a interrompere la produzione a causa del Coronavirus
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LA LISTA SI ALLUNGA L'emergenza COVID-19 costringe un'altra Casa automobilistica a fermarsi. Preceduta di poche ore dall'annuncio di Nissan e Ford (che si aggiungono a molte altre), anche Toyota ha annunciato che fermerà nel corso di questa settimana la produzione europea di veicoli, motori e trasmissioni. Vediamo in dettaglio quali stabilimenti chiuderanno e quando.
DALLA FRANCIA ALLA TURCHIA Lo stop alla produzione è iniziato martedì con lo stabilimento di Valenciennes, in Francia, dove viene prodotta la Yaris. A seguirlo Burnaston e Deeside in Regno Unito (rispettivamente dedicati alla produzione di Corolla e alla realizzazione di propulsori) che chiudono oggi, così come gli impianti di Walbrzych e Jelcz-Laskowice, in Polonia, deputati alla produzione del cambio ibrido e-CVT e del motore ibrido. Domani sarà la volta della Repubblica Ceca con l'impianto gestito congiuntamente con PSA di Kolin, infine sabato toccherà alla Turchia, con lo stabilimento di Sakarya che assembla le C-HR. Gli showroom, invece, verranno chiusi in paesi con severi blocchi della popolazione, mentre i centri di servizio rimarranno aperti. La Casa giapponese ha dichiarato che continuerà a fornire parti di ricambio per garantire l'assistenza.
POSTI DI LAVORO AL SICURO? Toyota ha speso parole anche nei confronti del suo personale, affermando che sarà mantenuto per prepararsi al lancio di nuovi modelli. È il caso dello stabilimento di Valenciennes, in Francia, dove inizierà la produzione della nuova Yaris entro la fine dell'anno. ''I processi e i progetti ritenuti essenziali per un riavvio regolare e per le attività future degli impianti, come i progetti di nuovi veicoli, saranno mantenuti con il personale necessario'', ha affermato Toyota.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…






