Chiuso anche lo stabilimento di San Giorgio Canavese. La firma torinese manterrà le attività di design e ricerca.
Pininfarina cessa la produzione, ma salva lo stile. E’ di ieri la notizia che anche l’ultimo stabilimento rimasto quello di San Giorgio Canavese, chiuderà lasciando 127 lavoratori in mobilità. Era l’ultimo baluardo della casa torinese dopo che la fabbrica di Grugliasco, con i suoi 900 dipendenti, era stata ceduta alla De Tomaso e quella di Bairo Canavese ceduta in affitto a una ditta che produrrà l’elettrica Blue Car per conto di Bolloré. Il quale a suo tempo aveva avviato, proprio con Andrea Pininfarina, una joint venture per realizzare questa auto elettrica.
Pininfarina conserverà le attività relative al design, alla ricerca e alla costruzione di prototipi. Ovvero il Centro Stile e Ingegneria di Cambriano, la galleria del vento di Grugliasco e alcune sedi, in Marocco, Cina e Germania. Ma dalle sue fabbriche, dove hanno visto la luce la Duetto, la Peugeot 406, la Ferrari Testa Rossa e l’Alfa Ronmeo Brera, per dirne alcuni, non uscirà più nemmeno un’auto. Dopo il passaggio di Giugiaro a Volkswagen, ferma la catena l’ultimo dei carrozzieri torinesi.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...


















