Autore:
Dario Paolo Botta

INDAGINI IN CORSO Martedì scorso le autorità tedesche hanno compiuto una serie di perquisizioni nella sede centrale di Porsche a Stoccarda. La notizia bomba arriva direttamente da Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), quotidiano tedesco molto attento alle vicissitudini del Marchio della cavallina bavarese. Secondo quanto si apprende, le indagini si starebbero concentrando su un presunto caso di frode compiuto da un alto dirigente della Casa tedesca, che avrebbe corrotto un funzionario del governo in cambio d’informazioni riservate. Oltre al dirigente Porsche sarebbero coinvolti nello scandalo altre personalità di spicco, accusati dalle autorità di violazione del rapporto fiduciario con l'azienda.

NONO SOLO STOCCARDA Le perquisizioni non si sono limitate all'Headquarter di Porsche, ma si sono estese anche alle abitazioni dei 6 dirigenti nelle cittadine di Pforzheim e Karlsruhe. Secondo le indagini, al centro dell’inchiesta vi sarebbe Uwe Hueck, per lungo tempo a capo del consiglio di fabbrica di Porsche, misteriosamente dimessosi dal suo incarico lo scorso febbraio. Dalle carte emergerebbe un insolito legame fra Stoccarda e Hueck, che negli ultimi mesi avrebbe ricevuto un’ingente somma di denaro, sproporzionata rispetto alla sua retribuzione ordinaria. Secondo AFP, Porsche si dichiara estranea e si dice pronta a collaborare con le autorità tedesche.

DIESELGATE NON C'ENTRA Per il momento non si profila alcun legame con lo scandalo Dieselgate, che ha costretto Porsche a versare una cifra di 535 milioni di euro per il suo ruolo nell'alterazione delle emissioni. Anche per questo motivo Stoccarda ha deciso di dare avvio a un programma di rigenerazione bandendo completamente la propulsione diesel a favore di motori ibridi ed elettrici.


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