BRAND IDENTITY Quando il posizionamento è tutto, ancor più importante di età e diversificazione della gamma. Maserati è scesa dal suo piedistallo, e in breve tempo, a scendere sono state anche le vendite: nel 2018, volumi anche del 50% inferiori rispetto alle stime. Per Mike Manley, il problema del Tridente è tutto lì. Sbagliato lo sposalizio con Alfa Romeo, Maserati è un brand sportivo ma ancora prima è un brand di lusso. L'ingresso a listino di modelli più accessibili? Altro errore, perché inquina l'immagine e disturba il sacrosanto posizionamento. Ormai il danno è fatto. Quali rimedi?

GUAI A "SVENDERE" Come riporta il magazine inglese Autocar, il nuovo Ceo di Gruppo FCA avrebbe ammesso il fallimento della recente gestione del brand Maserati, marchio di lusso che in quanto tale chiede un trattamento a parte. La progressiva introduzione di auto come Ghibli e Levante, modelli da 70-80.000 euro e alla portata di un pubblico ben più vasto di quello di Quattroporte, Granturismo e Grancabrio, abbondantemente oltre quota 100.000 euro, ha generato confusione e messo in dubbio la natura di esclusività che Maserati deve invece conservare con zelo.

COM'È CHE PORSCHE...? Ampliare la gamma verso il basso può dare impulso alle vendite solo nel breve termine, mentre sul lungo periodo gli effetti si rivelano generalmente negativi. Chiedere agli operai di Grugliasco e Mirafiori, attesi da un 2019 di lavoro intermittente causa il crollo di Levante e Quattroporte soprattutto in Cina. Più modelli, uguale meno vendite: a meno che tu non ti chiami Porsche, in società godi di stima e conoscenza universali, e ogni iniziativa viene premiata senza fare troppo caso ai contenuti. Il caso Maserati , ahimé, è differente. 

NEW DEAL Recuperare prestigio e forza commerciale, al Tridente ha chiesto tempo e fatica. Non è ancora il momento di ampliare l'offerta, meglio - secondo Manley - sarebbe stato concentrarsi su un prodotto o due, e soprattutto non "svenderlo" al di sotto della soglia psicologica dei 100.000 euro. A capo di Maserati, Mike Manley ha richiamato Harald Wester: al manager tedesco, che a Modena è di casa, il compito di rivedere i piani e risollevere le sorti di un marchio troppo importante per essere gestito come uno qualsiasi. Con tutto il rispetto per Alfa Romeo: target diversi.


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