A LUTTO La vittima è una sola, la tragedia è multipla. Il terribile incidente che la mattina di sabato 7 dicembre, a Milano, ha coinvolto un filobus e un camion dei rifiuti, ha irrimediabilmente segnato la vita della famiglia di Shirley Ortega, la 49enne filippina morta in seguito alle ferite rimediate nello schianto, ma anche quella dell'autista del mezzo Atm sulla quale la donna viaggiava, transitato con semaforo rosso. A suo carico la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio stradale aggravato e lesioni colpose. Il conducente dell'altro mezzo è inoltre a sua volta indagato (è la prassi, in più viaggiava a velocità superiore al limite), stessi identici capi di accusa. Le investigazioni chiariranno la dinamica dei fatti (distrazione dovuta a cedola o a cellulare?). Nel frattempo, ecco quale pena rischiano i responsabili dell'episodio.

PRIMA... L'omicidio stradale è un reato previsto dal diritto penale italiano. La legge con la quale esso è stato introdotto nell'ordinamento venne promulgata il 23 marzo 2016. Consiste in sostanza in un reato con pene intermedie fra l'omicidio volontario e quello colposo. Prima della legge sull'omicidio stradale, episodi analoghi erano perseguiti col reato di omicidio colposo (pena da 6 mesi a 5 anni), che comunque prevedeva un'aggravante per la violazione di specifiche norme stradali con pene aumentate da 2 a 7 anni, o anche da 3 a 10 anni se il colpevole fosse risultato in stato di ebbrezza grave o di alterazione da droga. Infrazioni come eccesso di velocità, passaggio col semaforo rosso, inversione su dossi o curve e guida contromano in autostrada non erano in ogni caso mai puniti con la reclusione, ma solo con sanzioni amministrative come multa, sospensione della patente, revoca in caso di recidiva, fermo amministrativo o confisca del veicolo. 

Scontro filobus - mezzo Amsa, le indagini sono in corso

...E DOPO Oggi, la nuova legge prevede una serie di pene più severe. Mettendo in luce gli aspetti principali: nel caso di lesioni colpose gravi causate da tasso alcolemico di 0,8 g/litro o da manovre pericolose (eccesso di velocità, guida contromano, passaggio col rosso agli incroci, inversione di marcia su intersezioni, curve e dossi, alcuni tipi di sorpasso), condanna da un anno e 6 mesi a 3 anni. Lesioni colpose gravissime: da 2 a 4 anni di reclusione.

SE CI SCAPPA IL MORTO Drastico è inoltre l'inasprimento nei casi di omicidio vero e proprio: benché rimanga la pena da 2 a 7 anni quando la morte sia causata da violazioni non gravi, per guida in stato di ebbrezza grave (tasso alcolemico oltre 1,5 g/litro), o sotto effetto di droghe, la pena passa da 8 a 12 anni di carcere. Alla stessa pena è condannato chi ha un tasso alcolemico compreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l se il conducente è un neopatentato, oppure chi esercita professionalmente l'attività di trasporto persone (più di 8 escluso il conducente) o di cose su mezzi pesanti. Obbligatorio anche l'arresto in flagranza di reato per i casi più gravi (ebbrezza, droghe, mancato soccorso), raddoppiati i tempi di prescrizione, previste infine perizie coattive per prelievo di campioni biologici del Dna.

SCONTI La patente viene revocata e non può essere conseguita prima di 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). In caso di fuga o nelle altre ipotesi più gravi, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. La pena è tuttavia diminuita fino alla metà quando l'omicidio stradale, pur cagionato dalle suddette condotte imprudenti, non sia esclusiva conseguenza dell'azione (o omissione) del colpevole. La Giustizia farà il suo corso, l'autista del filobus ha già pagato con un femore fratturato, ma potrebbe andare incontro ad un calvario ben più lungo.


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