Autore:
Lorenzo Centenari

TUTTI CONTRO UNO Per usare un eufemismo, la proposta del Governo di tassare le auto più inquinanti in parallelo agli incentivi alle auto green ha ricevuto un'accoglienza poco calorosa. Non c'è associazione che non abbia espresso il proprio disappunto, quella a tutela delle auto elettriche (Motus-E) compresa. Da Anfia ad Unrae, passando per Federmeccanica e le sigle sindacali Cisl e Uil: la misura è da cambiare, lamentano all'unisono.

RIUNIONE DI EMERGENZA E così a Luigi Di Maio non resta che prendere atto del parere del settore, e insieme ad esso individuare altre soluzioni. Per lunedì 10 dicembre il vicepremier ha annunciato un incontro con Costruttori e associazioni dei consumatori al Ministero dello Sviluppo Economico. "Vogliamo incentivare l'uso dell'auto elettrica, ibrida e a metano - afferma Di Maio -, non è invece nostra intenzione tassare le auto di famiglia, cioè quelle che servono agli italiani per spostarsi. Dal confronto con la fliera emergerà il giusto modo per migliorare la norma, che non significa fare marcia indietro".

ITER PARLAMENTARE Il disegno del Governo di erogare ecoincentivi da 1.500 euro fino a 6.000 euro ai modelli dai più bassi livelli di emissioni (fino a 90 g/km), e contemporaneamente di applicare una ecotassa progressiva (da 150 euro a 3.000 euro) alle vetture che al contrario emettono una quota di CO2 superiore ai 110 g/km, lasciando in pace soltanto la fascia da 90 g/km a 110 g/km, già avrebbe riscosso l'approvazione della Camera dei Deputati. Ferma intenzione della Lega è tuttavia quella di bocciarla al Senato, sottoponendo l'emendamento alle necessarie modifiche.

CORO UNANIME Prima a sollevare obiezioni alla misura è stata Anfia: "Tempi e modalità completamente sbagliate". All'associazione che rappresenta la filiera automotive nazionale ha fatto eco a stretto giro di posta anche l'Unrae: "Misura miope che non aiuta a rinnovare il parco auto", sostengono i rappresentanti dei veicoli esteri. Per Federauto (concessionari) il provvedimento "disincentiva le vendite con gravi conseguenze occupazionali", mentre anche la Fim Cisl parla di "ennesimo schiaffo all'industria e all'ambiente". Clima teso, meglio mettere di nuovo mano al testo.


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