Pubblicato il 12/10/20

IN ALLERTA Autonomia record e altri riconoscimenti a raffica. Ma nemmeno Kona Electric viene ora risparmiata da una grana in piena regola. Riportava i giorni scorsi Reuters come, secondo il Ministero dei Trasporti della Corea del Sud, in patria Hyundai avesse deciso di richiamare l'auto per possibile cortocircuito dell'impianto elettrico, con risultante rischio incendio delle batterie. La causa andrebbe individuata in un difetto di fabbrica delle stesse celle della batteria agli ioni litio. Dal mercato domestico ai mercati globali: riferisce l'agenzia coreana Yonhap che i richiami vengono ora estesi anche a Europa, Cina e Nord America.

RECALL La campagna di richiami inizia a metà ottobre, e in base all'ispezione, prevede alternativamente un semplice aggiornamento software, oppure la più complessa sostituzione per intero della batteria. Dagli iniziali 25.564 esemplari di Kona Electric (quelli costruiti tra settembre 2017 e marzo 2020), alla flotta costretta a visitare l'officina si aggiungono dunque 37.366 veicoli esportati in Europa (tra cui anche l'Italia) e 11.137 esemplari negli Stati Uniti. In totale fanno oltre 75.000 Kona Electric.

PRECEDENTI Da parte sua, Hyndai intende l'iniziativa come ''una risposta proattiva a una presunta produzione difettosa di batterie ad alta tensione utilizzate nei veicoli, e che potrebbero aver contribuito agli incidenti segnalati''. Già, perché sarebbero già tredici gli episodi di incendio che hanno coinvolto il SUV elettrico del Gruppo asiatico, compresi due eventi in Canada e Austria dettagliatamente documentati. LG Chem, il fornitore delle batterie di Kona Electric, sostiene che la causa esatta degli incendi registrati non è stata determinata: una simulazione condotta insieme a Hyundai non avrebbe portato a un incidente simile. Sta di fatto che dopo l'annuncio del richiamo, le azioni Hyundai sono scese di qualche punto percentuale: la sostituzione in blocco della batteria di 75.000 auto potrebbe comportare costi assai elevati. Secondo alcune proiezioni, nell'ordine di oltre 500 milioni di dollari.


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