Free2move compra Share Now, cosa cambia per utenti car sharing
Mobilità condivisa

Free2move + Share Now, cosa cambia per gli utenti del car sharing


Avatar di Lorenzo Centenari , il 19/07/22

3 settimane fa - Completato il processo di acquisizione. Quali conseguenze per gli iscritti

La società del Gruppo Stellantis completa il processo di acquisizione. Quali conseguenze per gli iscritti a uno dei due servizi

Fare scorta di brand auto, ma non solo. Sempre più la nostra società si affranca dal concetto di ''possesso'' del veicolo, per sposare il più moderno principio di mobilità intesa come ''servizio''. Ecco perché l'espansione di Stellantis, che già di marchi auto ha il portafogli pieno zeppo, passa ora anche attraverso una forma di ''shopping'' parallela. Free2move annuncia il completamento dell’acquisizione di Share Now, e anche il car sharing flusso libero, in Europa, ha il proprio imperatore. Cosa cambia, nella pratica, per gli automobilisti affezionati ad uno - o a entrambi - gli ex singoli provider? Poco o nulla.

IN CIFRE Dapprima parte del Gruppo PSA, in seguito confluito nel Gruppo Stellantis, Free2move è un attore chiave sia nel mercato della mobilità per i clienti B2C (privati), sia soprattutto nel settore delle flotte (B2C), con un parco complessivo di oltre 450.000 auto che offre servizi di noleggio a breve e lungo termine, noleggio con conducente, car sharing, ma anche di ricarica auto elettrica (la divisione eSolutions) e di parcheggio, potendo contare su una rete internazionale di oltre 500.000 posti auto in 65 Paesi. A sua volta, Share Now nasce nel 2019 dalla fusione tra Drive Now (Gruppo BMW) e car2go, il car sharing di Mercedes, arrivando a conquistare il primato europeo del car sharing free floating grazie a una flotta di 10.000 veicoli in 16 città di 8 Paesi e un totale di 3,5 milioni di utenti, 900.000 solo in Italia (con un aumento di 60.000 utenti nei soli ultimi sei mesi).

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AUTOMATISMI In seguito all’acquisizione di Share Now, Free2move - si legge nella nota ufficiale - amplia la sua portata a 32 centri di mobilità tra Europa e Stati Uniti e moltiplica la sua flotta di car sharing, sin qui equipaggiata di circa 2.500 vetture. Per gli utenti dell'uno o dell'altro servizio, all'atto pratico non dovrebbe cambiare nulla, o quasi. Il processo avviene a monte, i contratti Share Now dovrebbero migrare automaticamente su una nuova piattaforma condivisa, al consumatore potrebbe essere risultare semmai necessario procedere a un aggiornamento della relativa applicazione mobile. Anche il programma tariffario verrà uniformato, con oscillazioni che in ogni caso non dovrebbero provocare disagi. Presto il funzionamento del nuovo maxi servizio sarà chiaro al 100%.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 19/07/2022
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