Ford Nucleon la prima auto nucleare della storia. Foto
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Diesel e benzina con prezzi da capogiro? Compra l'auto nucleare di Ford!


Avatar di Dario Paolo Botta , il 14/03/22

2 mesi fa - Ford Nucleon: un'auto "atomica" per percorrere 8 mila chilometri

Nel lontano 1957 in Casa Ford si pensava a un futuro "atomico" e la risposta dell'Ovale Blu fu la Nucleon, un modellino in scala

In questi giorni incerti, la guerra in Ucraina e le speculazioni finanziarie sui prodotti energetici hanno fatto schizzare verso l'alto i prezzi dei carburanti. Una situazione drammatica che impatta su tutti gli automobilisti, inermi di fronte al prezzo di benzina e Diesel volato ben oltre i 2 euro al litro. Ed è proprio in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, che tornano in auge bizzarri progetti per una mobilità alternativa. È il caso di Ford Nucleon, un concept realizzato nel 1957-58 dall’Ovale Blu, sull’onda dell’entusiasmo suscitato dagli sviluppi nel campo dell’energia atomica.

Il modellino di Ford Nucleon Il modellino di Ford Nucleon

AUTONOMIA QUASI ILLIMITATA Ford Nucleon, un modellino in scala 1/33, è esposta ancora oggi al Museo Henry Ford di Dearborn, in Michigan. L’auto - priva del classico motore a combustione interna - doveva essere alimentata da un rattore nucleare miniaturizzato collocato nella parte posteriore del veicolo. Al tempo si pensava infatti che lo sviluppo della tecnologia nucleare avrebbe portato alla nascita di mini-reattori dalle dimensioni estremamente compatte. Il nocciolo, sfruttando la fissione dell'uranio, avrebbe portato a ebollizione l’acqua, azionando di conseguenza un motore a vapore. Con questa soluzione l’auto avrebbe potuto percorrere qualcosa come 5.000 miglia (circa 8.050 chilometri) prima di un altro “pieno”. Uno schema di funzionamento del tutto analogo a quello dei sottomarini e delle grandi portaerei, in grado di solcare gli oceani per mesi interi prima di dover tornare alla base per il “rifornimento”.

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MA LE SCORIE? Ford immaginava che le stazioni di servizio sarebbero state rimpiazzate da punti di ricarica specializzati nella sostituzione del mini-reattore “esausto”. Poiché il reattore sarebbe stato sostituito nella sua interezza, Ford pensava inoltre che il proprietario avrebbe avuto l’opportunità di scegliere fra diverse tipologie di “propulsori” nucleari: un modello a basso consumo di uranio o in alternativa una variante ad alte prestazioni. A ben guardare Ford aveva tralasciato un unico - ma non indifferente dilemma - il trattamento delle scorie: una problematica ancora scottante e molto attuale, che riemerge con violenza nel dibattito pubblico ogni qual volta il nucleare viene evocato come alternativa green a petrolio e carbone.


Pubblicato da Dario Paolo Botta, 14/03/2022
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