Benzina e diesel oltre 2 euro: l'auto elettrica conviene o no?
Editoriale

Auto elettrica: se non ora, quando?


Avatar di Lorenzo Centenari , il 13/03/22

2 mesi fa - Carburanti alle stelle, incentivi in vista: l'elettrico gode. Anzi, no

Carburanti alle stelle, incentivi in vista: il quadro geopolitico convincerà gli indecisi a passare all'auto a batteria? Occhio però...

Quel ''2'' iniziale fa impressione, soprattutto il ''2'' in corrispondenza del gasolio. Chi sostiene che la corsa di benzina e diesel sia effetto diretto della guerra in Ucraina, chi invece avanza l'ipotesi dei meccanismi di speculazione. Dopotutto, non ci avevano insegnato che i rialzi delle quotazioni del petrolio greggio e l'aumento dei prezzi alla pompa sono sempre separati da un lasso di tempo tecnico? D'accordo che la situazione geopolitica è pressoché inedita, ma il dubbio è lecito. Quale che sia la spiegazione, sta di fatto che un litro di verde costa più di un calice di rosso Doc. Rimedio? L'auto elettrica. Oppure, no.

WIN WIN SITUATION? Il quadro è ingarbugliato, incerto sia come durata, sia di intensità. Dopo lo shock, i prezzi di benzina e diesel troveranno un equilibrio, o sono destinati a infrangere record su record? Ovvio che lo scenario odierno, qualunque sia il trend a venire, ha in sé il potere di convincere definitivamente gli indecisi a compiere il salto fatidico. Aggiungici che per il nuovo pacchetto di incentivi a elettriche e plug-in è ormai solo questione di dettagli. La combinazione dello svantaggio di rifornire un'auto tradizionale e del vantaggio di acquistare una EV a un prezzo quantomeno competitivo (o quasi) nei confronti dell'offerta termica (con risparmi anche sulla successiva manutenzione) sembra vincente. Non fosse che...

(ENEL) X FACTOR Che l'indeciso, se ha il difetto di essere anche un po' emotivo, non ha fatto i conti coi rincari dell'energia elettrica, già in atto e dalla curva che sappiamo non si appiattirà poi tanto presto. Al netto degli abbonamenti coi provider e tariffe flat confezionate dalle Case, a seconda inoltre che la carica si svolga da rete domestica o da colonnina pubblica, il costo chilometrico di un'auto elettrica è oggi inferiore a quello necessario per auto a benzina e diesel. La forbice che calcolammo il mese scorso, oggi è ancor più ampia. Oggi. Perché pure la bolletta della luce è destinata a crescere, con Enel X che ha già ritoccato verso l'alto le tariffe a consumo, e con prospettive che nel breve medio termine non lasciano intravedere nulla di buono.

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METALLO PAZZO Costi di ricarica e non solo quelli. Del conflitto tra Russia e Ucraina, l'auto elettrica paga un costo elevato. Proprio la Russia è il primo esportatore al mondo di un metallo come il nichel necessario - insieme al litio e al cobalto, a loro volta dalle quotazioni in impennata - per la produzione delle batterie. Prezzi del nichel più che raddoppiati in pochi giorni, al London Stock Exchange sospendono persino le contrattazioni. Quanto tempo passerà, prima che sia il consumatore a rimborsarne - almeno in parte - i costi pazzi? Alcuni Costruttori - vedi Tesla - sembrano non aver perso tempo, coi listini Model 3 e Model Y frettolosamente già aggiornati. Per non parlare dei colli di bottiglia nella produzione, con possibili consegne alle calende greche (e con la crisi microchip ancora in essere, non bene).

TEMPESTA PERFETTA In definitiva, se Atene piange, Sparta non ride. Il contesto attuale incide sull'energia, quindi sulla mobilità, a 360 gradi. Convertirsi all'auto elettrica dicendo addio per sempre alla stazione di servizio è un genere di scelta che - ieri come oggi, oggi come domani - sarà saggia o avventata in base al solito cocktail di fattori. Come la presenza o meno di box per la ricarica domestica, il grado di percorrenza giornaliero, la propensione alle nuove tecnologie. Il resto, ora come ora, è una scommessa. E in fondo, puoi sempre tornare indietro.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 13/03/2022
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