I Quattro Anelli ammettono le proprie responsabilità sulla manomissione dei propri propulsori V6 e V8 diesel: niente ricorso
CHI SBAGLIA PAGA Chi tace acconsente: pagare, e farla finita una volta per tutte. Non si oppone, Audi, alla maxi multa da 800 milioni di euro per aver violato i regolamenti in materia di emissioni di ossidi di azoto dei motori diesel di propria fabbricazione. La procura di Monaco di Baviera si è pronunciata, la Casa accetta e implicitamente ammette le sue colpe. Preparandosi (come la capogruppo Volkswagen) a stilare a fine anno un bilancio zavorrato da un processo lungo e dannoso. Per i profitti, così come per l'immagine.
BYE BYE STADLER Nell'ambito dell'affaire dieselgate, Audi era stata incriminata della manomissione di alcuni stock dei propri diesel V6 e V8 TDI, equipaggiati di un software che riprogrammasse i valori delle emissioni, e aggirasse così gli standard legali. Come effetto della frode, l'ex Ceo dei Quattro Anelli Rupert Stadler venne arrestato il giugno scorso: a distanza di oltre tre mesi, Stadler è ancora in carcere. Lo scorso 2 ottobre, la rescissione definitiva del contratto. Che sapore amaro, per Audi, questo benedetto gasolio.
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.




