Autore:
Massimo Grassi

DEL DOMAN NON V'È CERTEZZA Ieri, 23 giugno 2016, in Gran Bretagna si è svolto il tanto atteso referendum sulla Brexit, dove i sudditi di Sua Maestà sono stati chiamati a scegliere se rimanere (remain) o lasciare (leave) l'Unione Europea. A vincere sono stati i cosiddetti euroscettici, decretando di fatto l'uscita della Gran Bretagna dalla UE. In tanti si sono espressi su cosa fosse giusto e cosa sbagliato. Noi non vogliamo entrare un discorsi sociopolitici, ma provare a capire cosa succederà all'industria britannica dell'auto ora che la Brexit è realtà.

QUESTIONE DI DAZI Nei giorni scorsi in molti si sono messi a fare qualche conto su quanto valga l'industria delle auto al di là della Manica. Ecco i risultati: 15 miliardi di sterline, con 800.000 lavoratori coinvolti, 1,6 milioni di unità prodotte da 15 case auto. In più ci sono 6 studi di design e 13 centri di ricerca e sviluppo. Numeri che, ora che la Brexit è stata approvata, nel 2020 potrebbero subire un drastico ridimensionamento. Il perché è semplice: essendo fuori dal mercato unico europeo la Gran Bretagna dovrà pagare dazi doganali per ogni merce che lascerà il territorio per sbarcare in Europa. Considerando che circa l'80% delle auto prodotte sul suolo britannico è destinato all'esportazione e di questo 80% il 57,7% arriva nell'Unione Europea...ecco, capite perché i costruttori con fabbriche in Gran Bretagna non stiano festeggiando.

FUORI I NOMI Jaguar-Land Rover, BMW (con Mini e Rolls-Royce), Gruppo Volkswagen (con Bentley), Toyota, Nissan (che nello stabilimento di Sunderland produce la Qashqai), Honda, Ford, General Motors...ecco le case con linee produttive in Gran Bretagna. Sono tante e la loro presenza si deve alle politiche di sostegno all'industria dell'auto con forti incentivi per brand europei e giapponesi da parte del Governo britannico, guidato dal dimissionario David Cameron, forte sostenitore della permanenza in Europa. Secondo le stime, al gruppo Jaguar-Land Rover la Brexit costerà 1,4 miliardi di euro entro la fine del 2020. I problemi saranno anche per il mercato azionario: questa mattina la borsa di Londra ha aperto in forte calo e gli analisti si aspettano settimane di ribassi continui, con conseguenze anche per le borse europee.

E NOI CONSUMATORI? Molto probabilmente con la Brexit noi consumatori ci troveremo davanti a un aumento dei prezzi delle auto prodotte in Gran Bretagna. Non vogliamo fare previsioni apocalittiche con prospettive di tracollo finanziario per Gran Bretagna ed Europa. Non ci resta che attendere le reali ripercussioni sul mercato, non solo auto, che la Brexit porterà con sè.


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