INTIMIDAZIONI Come a dire: non siete i benvenuti. Quale sia la ragione esatta per la quale i giorni scorsi un teppista, nella cittadina dello Utah di St George, si sia preso la briga di tranciare il cavo di una colonnina di ricarica per auto elettriche, per ora è un mistero. Sta di fatto che è come in foto che un ignaro cliente Tesla ha ritrovato il Supercharger al momento di effettuare (invano) il rifornimento delle batterie. Un colpo ben assestato, e la "pompa" ovviamente fuori uso. Il cavo, ma non solo: l'elettro-vandalo (una banda intera?) si è accanito anche sulla spina stessa, così da assicurarsi che dal totem - il più anziano tra quelli installati in città - non passasse più nemmeno un grammo di energia.

HATERS E LOVERS Un nuovo prodotto popola il mercato, e come sempre il pubblico si schiera: per una frangia che accoglie la novità con entusiasmo, rumoroso fa da contraltare il partito degli oppositori. Così è anche per l'auto elettrica, filosofia che polarizza gli automobilisti e ispira addirittura atti vandalici. Il caso di St George non è il primo e nemmeno sarà l'ultimo. Un proprietario Tesla insoddisfatto? Una bravata? Un mercenario al soldo della lobby del petrolio? In attesa che la polizia identifichi il responsabile, la comunità prende atto di una nuova forma di terrorismo. Quello verso l'auto del futuro, un concetto nuovo di mobilità e stile di vita, che in quanto nuovo, ad alcuni mette paura. E va sabotato.


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