Alfa Romeo troppo sportive: cosa dice il boss di Alfa UK
Editoriale

Il boss di Alfa Romeo UK vuole modelli meno emozionali e più razionali


Avatar di Emanuele Colombo , il 11/07/22

1 mese fa - La difficile transizione di Alfa Romeo nelle parole di Damian Dally

Che cosa ha detto Damien Dally, capo di Alfa Romeo UK, per far infuriare i fan del marchio? Proviamo a capirci qualcosa

Commenti ironici, qualche intervento sconsolato, persino qualche parolaccia: stanno facendo discutere le parole di Damien Dally, capo di Alfa Romeo UK, raccolte in un'intervista dalla testata inglese Autocar. Ma che ha detto di così sconvolgente? Cose razionali, ma un po' contraddittorie. L'obiettivo dichiarato di Alfa Romeo è raddoppiare la produzione già dal prossimo anno, anche se per farlo saranno costretti a cambiare target: ''Otteniamo un modello di business sostenibile, entriamo nei segmenti di volume, facciamo crescere il nostro business e poi possiamo sognare di nuovo'', dice Dally. Il punto è che oggi i principali acquirenti dell'Alfa Romeo (almeno nel Regno Unito) sarebbero uomini di mezza età, mentre per raggiungere l'obiettivo la mossa suggerita è conquistare famiglie e pubblico femminile, trasformandosi da ''marchio emozionale a uno razionale''.

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COSA VUOL DIRE RAZIONALE Cosa voglia dire questa trasformazione va capito meglio. Il primo passo per andare nella direzione auspicata da Dally è il SUV compatto Alfa Romeo Tonale (qui a confronto con le rivali di categoria). Giusta la carrozzeria, giusto il suo motore mild hybrid da 160 cavalli, che con la sua grinta non eccessiva, andrebbe incontro a un pubblico più ampio, secondo Dally. A questo seguirà un nuovo modello ogni anno: della Brennero avete già sentito parlare e pare che anche la Mito sia destinata a tornare in versione completamente elettrica. Tranquillizza quanto riportato da Autocar, secondo cui gli attuali clienti dell'Alfa e ciò che loro desiderano rimangono fondamentali, e nonostante l'ascesa del mercato dei SUV, le berline come la Giulia fanno ancora parte del futuro dell'Alfa Romeo.

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SCUSI, COME HA DETTO? Tuttavia confonde le idee che Dally dica anche: ''Dobbiamo diffondere la storia dell'Alfa a un pubblico più ampio pur rimanendo puri in quello che facciamo''. Puri in quello che facciamo, cambiando carattere al brand? Secondo Dally: ''Alfa Romeo è sportività. È design italiano. Ed è quello a cui dobbiamo essere fedeli''. Insomma, se non capiamo male, Alfa sarebbe un marchio sportivo, che deve rimanere sportivo pur smettendo di essere sportivo. E naturalmente convincendo i nuovi clienti che non è più un marchio sportivo pur rimanendo sportivo. ''Come fosse Antani'', direbbe il Conte Lello Mascetti. Non aiuta molto un altro passaggio dell'intervista in cui si parla della tipologia di automobili: ''Anche se i monovolume torneranno popolari, non ci vedo entrare in quel mercato. Non funzionerà mai'', dice Dally.

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CHI BEN COMINCIA... “Siamo un marchio che può fare cose incredibili'', ha proseguito Dally. ''Siamo un marchio automobilistico che può vendere auto da 150.000 sterline (pari a 177.450 euro). Penso che siamo un marchio automobilistico che potrebbe vendere auto da 500.000 sterline (591.500 euro) se fossero modelli a tiratura molto limitata.[...] Ci sono molte cose straordinarie in arrivo, ma prima portiamo questo marchio straordinario ed emozionante a un livello razionale. Entriamo in alcuni segmenti di volume. Risvegliamo l'interesse di un po' di persone nei confronti del marchio''.

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CHI BEN COMINCIA...  Il successo di Giulia GTAm conferma che ora Alfa Romeo può vendere auto da 150mila sterline; raggiungere un pubblico da 500mila sterline, tuttavia, appare più complicato. Audi, per dirne una, neppure ci prova e tra l'Audi R8 e la cugina Lamborghini Huracan, almeno in Italia, è la Lambo a vendere di più: otto volte e mezzo di più. L'ipotesi di mettere sul mercato auto ipercostose, tuttavia, non sembra il vero intento di Alfa Romeo e le vendite di Tonale sembra siano partite molto bene. L'elettrificazione totale, che Alfa conta di raggiungere già nel 2027, sconvolgerà comunque le aspettative dei nostalgici, dopotutto, quindi potrebbe davvero essere il modello giusto per un cambio di passo, direzione o target. Ma non sarebbe una sorpresa se avvicinandoci a tale data Giulia e Stelvio finissero per diventare modelli cult, con prezzi dell'usato in ascesa. E comunque, per andare incontro alle famiglie, non bastava la Giulia station wagon che tanti fan del marchio hanno suggerito? In autostrada, di altre marche, se ne continuano a vedere parecchie.

Fonte: Autocar


Pubblicato da Emanuele Colombo, 11/07/2022
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