Autore:
Luca Cereda

AAA Cercasi SUV da famiglia, di bell'aspetto, non troppo grande e a un prezzo abbordabile. Non è un annuncio bensì un desiderio, sempre più diffuso tra gli automobilisti, pazzi per le auto a ruote alte ma anche attenti alla spesa. A loro, Kia, Skoda e Citroen hanno risposto rispettivamente con la Sportage, recentemente rinfrescata da un restyling, con la Karoq, che ha ampliato la propria gamma di allestimenti e versioni, e con la nuova C5 Aircross. Se queste tre auto vi fanno gola e siete indecisi su quale scegliere, proviamo aiutarvi confrontandole in base alle impressioni ricavate dalle nostre prove (che trovate correlate alla fine del testo).

KIA SPORTAGE Partiamo dalla coreana. E' sempre stata una voce fuori dal coro, la Kia Sportage, per il look carico di personalità e, adesso, perché si propone con motore ibrido diesel, soluzione al momento non così diffusa. Il cuore dell'ultimo aggiornamento, ancor più dei ritocchi leggeri al design del frontale, delle nuove luci a LED o dei ritocchi all'abitacolo – che già nell'ultimo salto generazionale mostrava un salto di qualità nelle dotazioni e nelle finiture: le plastiche vanno al risparmio solo dove non cade l'occhio – è proprio il sistema mild hybrid a 48 Volt a supporto del motore termico. Un aiuto fornito, per ora, solo al motore più potente, il 2.0 CRDi da 185 cv. Abbinato di serie a un cambio automatico a 8 rapporti, anch'esso una novità del restyling, e alla trazione integrale.

MOTORI E BAGAGLIAIO Alternative non mancano. Sempre a gasolio, la Kia Sportage 1.6 CRDi da 115 o 136 cv (anche 4WD), disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatica, ma con il doppia frizione a 7 rapporti. Il DCT c'è pure sulla Sportage turbo benzina 1.6 T-GDi da 177 cv, che è anche integrale, mentre l'entry-level (24.500 euro) è spinta da un 1.6 aspirato da 132 cv con la sola trazione anteriore. Buona l'abitabilità in questo SUV di 4,5x1,86x1,65 metri: si può viaggiare comodi anche in cinque e il bagagliaio va da un minimo dichiarato di 480 litri a un massimo di 1.469. L'allestimento GT-Line è il più confortevole e ricco, ma richiede almeno 32.500 euro. Una Sportage Energy, che in abbinamento al 1.6 diesel da 115 non arriva a costare 30.000 euro, è un buon compromesso, con tanti aiuti alla guida, clima bi-zona e navigatore di serie. Oltre ai soliti 7 anni di garanzia.

COME VA SU STRADA Col mild hybrid la Sportage 2.0 diesel spinge bene si da subito e allunga altrettanto, ma, complici il peso, la trazione integrale e il cambio automatico di serie, non consuma poco: nel nostro day-by-day abbiamo registrato 8,8 litri per 100 km, benché nel primo contatto ci fossimo fermati a 7. In futuro, il mild hybrid si estenderà ad altri motori della Sportage. Nel frattempo, il 1.6 CRDi offre un buon compromesso tra prestazioni e giusti costi di gestione per quella che è un'auto anche ben insonorizzata, sincera e affidabile su strada. Optare per una versione a benzina? Solo se si fanno pochissimi km.

Kia Sportage 2019 vs Skoda Karoq vs Citroen c5 aircross

SKODA KAROQ La ceca ha una vocazione più urbana, giustificata da misure che si posizionano a cavallo tra i fatidici 4 metri e mezzo di lunghezza - soglia oltre alla quale si sfocia nella taglia D - e i confini modelli più compatti. Lunga 4,38 metri, larga 1,84 e alta 1,62 la Skoda Karoq fa della versatilità un punto di forza. Non solo perché, come la Sportage, si può avere anche automatica (doppia frizione a 7 rapporti) e 4x4 (sia a benzina sia a gasolio); questo SUV ha tre sedute posteriori ripiegabili, eventualmente asportabili e scorrevoli singolarmente (i VarioFlex, optional da 420 euro) che consentono di adattare lo spazio di carico alle esigenze. Così il bagagliaio passa da 521 litri con tutti i posti in ordine a 1630 reclinando i sedili, per arrivare fino a 1800 litri una volta che li abbiamo rimossi.

MOTORI E BAGAGLIAIO Gli interni della Karoq sono di qualità, fatti alla tedesca maniera - dopotutto lo stampo è sempre Volkswagen. I materiali sono durevoli e le plastiche assemblate con precisione: solo la parte bassa dei pannelli porta o la vaschetta portaoggetti tra i due sedili ha l'aria un po' più cheap. La strumentazione si può avere anche digitale (pagando) e il navigatore con un display da 9,2'' (sborsando oltre 1.600 euro, però). In genere, sulla Karoq l'essenziale è di serie, mentre i lussi no, a meno che non optiate per una Style o addirittura per una Karoq Scout (la versione più fuoristradistica, con trazione integrale di serie) o per una Sportline (dal look soft-racing). Ben studiata la gamma motori, a partire dai benzina, a tre e quattro cilindri, tutti moderni: 1.0 da 116 cv (abbinato a un manuale a 6 marce) e 1.5 da 150 cv (anche con cambio DSG e trazione integrale), con prezzi da 24.000 euro in su. I diesel sono rispettivamente un 1.6 da 116 cv e un 2.0 da 150 cv, entrambi abbinabili al DSG, mentre solo il 2.0 diesel ha il 4x4.

COME VA SU STRADA La dinamica di questo SUV è nella media. Efficace il lavoro delle sospensioni, che su alcune versioni sono a controllo elettronico, piacevole la cambiata del manuale a 6 marce. Lo sterzo, invece, ha un feedback artificiale, come spesso accade sui SUV. E i motori? Il 2.0 da 150 cv con trazione integrale è performante e poco esoso (abbiamo fatto i 6 litri per 100 km nell'extraurbano), ma per chi non ha esigenze particolari è perfino troppo. Il 1.6 da 115 cv e 250 Nm, molto equilibrato, fa risparmiare sul preventivo e nei costi di gestione senza far rimpiangere più di tanto le cilindrate superiori visto quanto l'auto reagisce pronta e pimpante all'acceleratore. Puntare sulla motorizzazione base? Con la Karoq non è un azzardo. Il tre cilindri benzina da 115 CV e 200 Nm, soprattutto in abbinamento al DSG, allunga rapido e fluido. Il SUV si muove con una disinvoltura sorprendente, viste le dimensioni del motore. E con il Travel Assistant Pack è anche ben assistita alla guida.

Skoda Karoq vs Kia Sportage vs Citron c5 Aircross

CITROEN C5 AIRCROSS Con la francese si torna a un'auto da indossare, un SUV che fa del design e dell'originalità stilistica il proprio marchio di fabbrica. In questo senso la Citroen C5 Aircross è più vicina alla Sportage che alla Karoq, benché con la ceca condivida la versatilità: anche sulla Aircross, infatti, i sedili posteriori possono scorrere in avanti per modulare lo spazio di carico. Senza ripiegare lo schienale si possono ottenere da 580 a 720 litri di vano, arrivando poi fino a 1630. Buona dunque l'abitabilità degli interni, colorati e costruiti con materiali gradevoli al tatto.

MOTORI Delle tre, la C5 Aircross sarà la prima a diventare ibrida ricaricabile (una versione plug-in da 300 cv uscirà nel 2020). Ma è anche l'unica a non avere la trazione integrale, per quanto il Grip Control – una manettino che, attraverso l'elettronica e il lavoro dei freni, regola coppia e motricità sulle singole ruote anteriori per affrontare i fondi difficili – provi a farne le veci. Attualmente la gamma motori, tutti turbo, è composta da un 1.2 da 131 cv e un 1.6 da 181 cv, rispettivamente abbinati a un cambio manuale a 6 marce e a un automatico a 8 rapporti; lato diesel, il 1.5 (manuale o automatico) conta 131 cv, mentre il 2.0 litri (solo automatico) arriva a 177 cv. La dotazione di serie (prezzi da 25.700 euro per una Puretech 130 Live) è abbastanza completa ma non regala niente (un gadget utile come la retrocamera, ad esempio, va pagato a parte). Se possibile, meglio puntare almeno su un allestimento Feel (a partire da 28.200 euro).

COME VA SU STRADA Chi non fa molti chilometri e usa l'auto prevalentemente in città può prendere in seria considerazione l'ipotesi di puntare sul benzina. Il Puretech 130 ha gli stessi cavalli del 1.5 BlueHDi, ha un'accelerazione brillante ma non la stessa spinta ai bassi, preziosa sulle strade di montagna. Il cambio EAT8 è un ottimo plus per chi può permettersi il 2.0 a gasolio, l'unità più prestazionale del bouquet della Aircross. Motore a parte, su strada questo SUV si fa apprezzare per il confort: sterzo leggerissimo e, soprattutto, le sospensioni Progressive Hydraulic Cushions di serie, che garantiscono una guida morbida e rotonda anche sul rotto. Si viaggia così isolati dalle imperfezioni della strada come dai rumori esterni, in un abitacolo ben insonorizzato. Discretamente rigoroso l'assetto, che però non invita a forzare il passo.

QUALE SCELGO? Se puntate al primo prezzo, la Skoda Karoq è in vantaggio. Un po' più piccola, ma anche più pratica, perché ottimizza gli ingombri, mette sul piatto l'affidabilità del gruppo Volkswagen. Certo, fuori dal bar come su strada si nota meno delle altre due, più attente all'immagine e alla personalizzazione. La Citroen C5 Aircross allo stile aggiunge un bagagliaio che è il più grande del terzetto e un confort di marcia invidiabile. Ma pur essendo la più cara di listino, a differenza delle concorrenti non ha la trazione integrale: e questo va considerato se vivete in montagna o andate spesso a sciare. La Kia Sportage, oltre ad avere una variante 4x4, c'è anche ibrida. Il suo mild hybrid, in molti casi, basta come lasciapassare gratuito per le aree urbane con restrizione al traffico (a Milano, ad esempio, lo sarà fino a ottobre 2019 per l'Area C) e può portare vantaggi fiscali laddove sconti ed esenzioni non facciano distinzioni di genere tra le auto ibride. Il SUV di Kia è anche l'unico a offrire 7 anni di garanzia, ma le versioni a benzina sono meno appetibili di quelle delle rivali. Dunque, valutate le vostre priorità e fate la scelta (per voi) migliore!

 


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