Pubblicato il 18/11/20

In UK stop a diesel e benzina dal 2030

La notizia è di quelle che sembrano fatte apposta per i titoloni e per far scatenare i commentatori del web: Boris Johnson annuncia ufficialmente un'accelerata sui tempi del bando a motori diesel e benzina nel Regno Unito, che sarà attivo dal 2030. La prima volta che se ne era parlato, nel 2017, la data era stata fissata al 2040, ma ora si accorciano i tempi. Tra dieci anni in UK non si potranno vendere auto nuove con motori tradizionali (e la regola vale anche per i furgoni). Soltanto elettriche (come le Tesla o Nissan Leaf), e le nuove auto a idrogeno (come Hyundai Nexo e Toyota Mirai), che a quel punto dovrebbero essere una realtà. Il bando varrebbe anche per le auto ibride, a meno che non siano in grado di percorrere ''distanze significative'' a emissioni zero. La definizione è un po' vaga, e non è l'unica cosa vaga o che mette in realtà in discussione la potenza dell'annuncio. Tanto per cominciare, le nuove auto plug-in ibride avranno cinque anni di tempo in più: per loro la messa al bando scatterà nel 2035, e pare che la stessa sorte potrebbe toccare anche alle ibride tradizionali, come Toyota Prius

UNA PRECISAZIONE Un'altra eccezione significativa, che pone la realtà dei fatti distante da strade al 100% green già nel 2030, è che non ci saranno limitazioni per quanto riguarda la vendita sul mercato dell'usato. Non ci saranno infatti divieti alla circolazione, ma soltanto il divieto alla messa in vendita nei canali delle novità (e non è del tutto chiaro cosa succederà alle auto che allo scadere saranno già state prodotte, probabile una proroga di cinque anni anche in quei casi). Nell'usato le automobili a motorizzazioni tradizionali continueranno verosimilmente a circolare per un bel po' di anni.

La ricarica di un'auto elettrica (Tesla)

GLI STANZIAMENTI Ma qual è, allo stato attuale delle cose, la principale limitazione alla diffusione delle auto elettriche? Sicuramente l'assenza di una rete capillare di punti di ricarica. Per questo motivo in Inghilterra saranno investiti ben 1,3 miliardi di sterline (circa 1,45 miliardi in euro) per potenziare questa rete su strade, autostrade e anche per l'uso domestico. Non solo: 582 milioni (sempre in sterline) verranno investiti in bonus a disposizione dei consumatori che vogliano acquistare un'EV (attualmente è già in vigore un incentivo di 3mila sterline), e altri 500 milioni andranno a sostenere lo sviluppo della tecnologia di batterie sempre migliori e più efficenti. Infine è previsto anche lo stanziamento di ulteriori 525 milioni nell'energia nucleare, dal momento che a un grande incremento nella presenza di EV seguirà per forza di cose anche una richiesta di elettricità significativamente maggiore.

LA DICHIARAZIONE Si tratta della più grande rivoluzione in termini automobilistici che si sia vista negli ultimi decenni, e avrà ricadute su tantissimi settori della vita quotidiana dei cittadini britannici, in primis quello del lavoro. Il primo ministro Boris Johnson ha dichiarato: ''Nonostante quest'anno sia stato molto diverso da quello che ci aspettavamo, non ho perso di vista i nostri progetti. Il mio piano in dieci punti creerà, supporterà e proteggerà centinaia di migliaia di posti di lavoro nel settore green, e ci porterà sempre più verso l'obiettivo delle emissioni zero previsto per il 2050. La nostra rivoluzione industriale verde sarà alimentata dalle turbine eoliche della Scozia e del nordest, spinta dai veicoli elettrici realizzati nelle Midlands e implementata dalle ultime tecnologie sviluppate in Galles''. Non va dimenticato infatti che il bando fa parte di una più ampia ''rivoluzione industriale verde'' da 12 miliardi di sterline che il governo spera creerà 250.000 posti di lavoro.

Volkswagen ID.3 sulla strada dei concessionari

E LE CASE? Se anche i numeri degli EV sono incoraggianti (in UK questo mese rappresentano il 12% delle nuove immatricolazioni), l'associazione di categoria dei costruttori aveva già dichiarato che un'accelerazione rispetto ai piani previsti per il 2040 sarebbe stata preoccupante, e avrebbe avuto bisogno di ben più che investimenti da parte del privato, invocando quindi fondi pubblici. Che, come abbiamo visto, pare arriveranno.

PREOCCUPAZIONI Da ultimo, una delle preoccupazioni principali rispetto allo switch verso le batterie che contengono litio e cobalto riguarda sia l'impatto ambientale dell'estrazione di questi materiali, sia le condizioni dei lavoratori impiegati in questo campo. Le ultime ricerche approfondite, che risalgono al 2018, avevano rivelato che molte batterie contenevano cobalto proveniente dal Congo, un paese dove esistono miniere illegali e dove è in vigore lo sfruttamento del lavoro minorile. I produttori però dichiarano il massimo impegno riguardo queste problematiche, e alcuni esempi sono Volvo con l'utilizzo di tecnologia blockchain per tracciare la provenienza dei materiali impiegati nelle batterie, e Tesla che sta lavorando alla diminuzione dell'uso di cobalto.


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