Pubblicato il 10/11/20

CAMBIO DI PASSO Con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2017, i grandi produttori automobilistici sapevano che il 45° Commander in Chief sarebbe stato meno rigoroso di Barack Obama in materia di emissioni inquinanti e fuel-economy. Trump li ha colti in parola, andando però ben oltre quanto auspicato dalle stesse Case costruttrici. Durante il suo mandato quadriennale, “The Donald” ha infatti rimesso mano al Clean Air Act, innescando una valanga di cause legali in California e altri Stati suscettibili alle questioni ambientali, con l’unico effetto di spargere grande incertezza nel mondo automotive. Con il democratico Joe Biden, vincitore dell’elezione presidenziale 2020, è probabile che le cose progressivamente si sistemino, imboccando però una direzione diametralmente opposta, con focus sempre più marcato su ecologia e transizione energetica. Il primo passo? Riportare gli Stati Uniti all'interno dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Il primo passo di Biden? Rientrare nell'Accordo di Parigi

TRANSIZIONE Lo scorso luglio, l'allora candidato Biden annunciò un piano di incentivi e sconti per la sostituzione dei veicoli più inquinanti con vetture elettriche fabbricate negli Stati Uniti. Inoltre, Biden ha più volte ribadito l’intenzione di rinnovare la flotta di auto governative con modelli a basse emissioni. Insomma, ottime notizie per case come Ford, Rivian, Tesla, Lordstown e GM, che negli ultimi anni hanno investito non poche risorse sul processo di elettrificazione. Anche se il piano di incentivi pubblici non andasse in porto, a causa della minoranza Dem al Senato, la rigenerazione del parco auto governativo potrebbe ripagare gli sforzi dei Costruttori a stelle e strisce. Per molti dirigenti automotive, se il Presidente darà seguito a quanto affermato, ciò contribuirà a rafforzare significativamente gli investimenti in questo nuovo settore. Per quanto riguarda invece i motori a combustione interna, Biden punta a collaborare con i diversi Stati per sviluppare linee guida più rigorose sulle emissioni. Significa che i propulsori termici made in USA saranno più puliti, ma probabilmente anche più costosi. 

COSA PENSANO I COSTRUTTORI? In merito alla elezione di Biden, Ford ha dichiarato: ''Ci congratuliamo con il Presidente eletto. La nostra speranza è che la nuova amministrazione si concentri sul perseguire politiche che incoraggino la produzione, la sostenibilità e la stabilità economica globale ''. Il Vice President Electric and Autonomous Vehicles di General Motors, Ken Morris ha invece sottolineato: ''Non vediamo l'ora di lavorare con l'amministrazione Biden a sostegno di politiche che promuovano una maggiore diffusione di veicoli elettrici in tutto il mondo […] In fin dei conti, il cambiamento climatico è una preoccupazione globale. Il modo migliore per ridurre le emissioni inquinanti è incentivare l’adozione di vetture a basso impatto ambientale''.

Joe Biden passione Corvette

UN AMANTE DELLE CORVETTE Secondo molti analisti, l'amministrazione Biden allenterà definitivamente la morsa dei dazi sui prodotti d'importazione voluta da Trump. Una buona notizia per tutte le Case che contano su una catena di fornitori globale. Per quanto riguarda invece le preoccupazioni che il Governo non riconosca il valore delle auto storiche e spinga per una sostituzione coatta di questi modelli, non bisogna dimenticare che il buon Joe Biden possiede da più di 50 anni una Corvette Stingray decappottabile del 1967. Una vera muscle car in perfette condizioni, guidata a tutto gas dal nuovo Presidente anche in un esilarante episodio del Jay Leno’s Garage (qui il video).


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