Pubblicato il 03/04/20

VENDITE GIÙ, EMISSIONI SU

E ora che il mercato è fermo immobile, in Italia così come nel resto del Continente, come la mettiamo con il già spinoso tema della CO2? Mancando già all'appello diverse settimane di ordinaria immatricolazione, quasi certamente la quasi totalità dei Costruttori fallirà il traguardo imposto dall'Europa in merito ai livelli medi di emissioni calcolati sulle vendite totali della propria gamma, un valore stabilito per l'anno 2020 entro i 95 g/km. Oltre al danno, l'industria corre incontro anche alla beffa. Anzi a un danno al quadrato, dal momento che mancare il target fa scattare multe milionarie.

CARA EUROPA TI SCRIVO Da qui l'iniziativa di pregare la politica affinché riaggiusti il tiro, oppure (vista l'emergenza e le sue proporzioni) mostri tolleranza. Più nello speficifico, dall'Associazione Europea dei Costruttori Auto giunge la richiesta di una proroga dei termini per il conteggio, nella misura di due mesi almeno. In allegato, la lettera che il direttore generale ACEA Eric Mark Huitema indirizza ad Ilze Juhansone, segretario generale della Commissione Europea.

CO2, come finirà il carteggio tra ACEA e Commissione Europea?

IL CASO USA Nel testo ACEA non si fa menzione della legge sulla CO2, ma appare chiaro che implicitamente è proprio quella, che il settore chiede possa essere rivista. Mercato ai minimi di sempre, uguale vendite di elettriche o plug-in (proprio quelle che abbassano la media d'insieme delle emissioni) prossime allo zero, uguale la certezza di sanzioni. Cioè quelle che negli Usa, a sollievo dei marchi locali, Donald Trump ha già rimosso.

QUALI MISURE? In sostanza, la lobby dell'auto pone all'attenzione della Commissione la portata della crisi che già avrebbe mostrato i suoi effetti sul comparto intero, e che in base alla durata del lockdow di produzione e vendita, non farà altro che esacerbare un quadro sempre più drammatico. In termini di fatturato, ma anche e soprattutto in chiave occupazione, ricerca e sviluppo, omologazione dei livelli di consumi ed emissioni in base a protocolli (ciclo WLTP) sempre più stringenti. Da Bruxelles prendono tempo: si ricorrerà ad ogni strumento necessario a tutelare i membri dell'Unione, sia in senso economico, sia sociale. Si aggiunge che le misure dovranno essere ''proporzionate''. Una chiosa che preoccupa non poco.


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