Pubblicato il 11/10/20

MAI UN ATTIMO DI NOIA Piaccia o non piaccia, nel bene o nel male, Tesla è una delle case automobilistiche che riesce sempre a stupire, qualunque cosa faccia. È riuscita a mettere in piedi la produzione di massa dell’auto elettrica quando ancora nessuno dava due lire a questa tecnologia, e guardate a che punto siamo oggi. 

BRAND OVER 9000 Non contenta, ha realizzato quello che per molte aziende è l’obiettivo ultimo: far sì che il loro marchio diventi sinonimo del prodotto che vendono. Un po’ come quando si chiamavano Xerox le fotocopiatrici, Black & Decker i trapani, iPod i lettori mp3. Ecco. Per molti, l’auto elettrica coincide con Tesla. Per (quasi) tutti gli altri, non si può iniziare una conversazione sull’auto elettrica senza tirare in mezzo quelle prodotte da Elon Musk. Un risultato che non si raggiunge per caso, intendiamoci, ed è inutile girarci attorno: le Tesla sono automobili pazzesche.

Elon Musk alla presentazione di una sua vettura

UN UOMO SOLO AL COMANDO E poi c’è lui, Elon Musk, l’uomo dei miracoli. Amato, venerato, odiato e criticato. Un visionario, un pazzo, un genio, oppure semplicemente un grande talento di comunicazione e un capitalista senza scrupoli. La sua presenza, nel mondo dell’industria dell’automobile (e della tecnologia in generale) è talmente pervasiva che ogni definizione è buona. L’uomo del Cybertruck, del tunnel Hyperloop, dei razzi che parcheggiano in retromarcia, dei lanciafiamme anti-zombie, dell’auto lanciata verso Marte. Come si fa a non parlare di lui? Il suo seguito social è sterminato, con quasi quaranta milioni di follower su Twitter (full disclosure: ci sono anche io). L’account ufficiale della sua azienda ne ha “solo” 6,3 milioni. Sono in molti a dire che la vera “voce” della casa di Palo Alto sia Elon Musk in persona, più che i suoi addetti alla comunicazione. E infatti.

Elon Musk alla ormai famigerata presentazione del Cybertruck

NIENTE PR, SIAMO TESLA L’ultima pensata di Tesla è quella di rinunciare al proprio reparto PR, ossia le persone incaricate di parlare con la stampa. Un lungo post sul blog specializzato Electrek racconta come, da dicembre a questa parte, le persone chiave incaricate dei rapporti con i giornalisti hanno cambiato lavoro, o sono state spostate in altri ruoli, e il reparto PR pian piano svuotato, fino a sparire del tutto. Non ci sono state dichiarazioni ufficiali a riguardo, e sono cadute nel vuoto tutte le richieste dei giornalisti in merito alla questione (duh). Stando a quanto riferisce Electrek, sono rimaste alcune figure in Europa e in Asia, responsabili principalmente di organizzare i test drive; al tempo stesso, è ancora operativo il reparto che si occupa di comunicare con gli azionisti. Ma per quanto riguarda le PR vere e proprie, a parte i comunicati stampa “classici”, e quelli dedicati agli azionisti di cui sopra, Musk avrebbe deciso di metterci una pietra sopra.

Elon Musk che parla con i giornalisti

CUT THE MIDDLEMAN Elon Musk si è spesso lamentato di come le sue auto vengono trattate: in alcuni casi con banale superficialità, in altri cercando ogni possibile modo per parlarne male (mea culpa: ogni tanto tendiamo anche noi a cadere in tentazione). La domanda sorge spontanea, come diceva quel tale: a prescindere dalla bravura della gente che assumi, a cosa serve uno staff incaricato di parlare con i giornalisti, se i risultati sono questi? Tanto vale risparmiare soldi, fegato e tempo. Del resto, non è che la stampa non si occupi di Tesla, al contrario.

La Roadster di Elon Musk spedita su Marte

DISRUPTIVE A TUTTI I COSTI La scelta di Elon Musk rientra perfettamente nel solco di quanto fatto dalla casa di Palo Alto fino a questo momento: dirompente, originale, insolita e pionieristica. Resta il fatto che non mi pare una di quelle per cui stappare lo spumante. E per diversi motivi. Il primo è di natura puramente giornalistica: se un cronista vorrà verificare una storia, un rumour, un leak, interpellando anche la casa automobilistica, non gli sarà più possibile farlo. Il secondo, ben più grave, è che l’unica voce ufficiale di Tesla rimane solo quella di Elon Musk. Se il suo interesse è ricevere coperture mediatiche positive, parlerà solo con i giornalisti che glielo garantiranno (e che riusciranno a raggiungerlo in mezzo ai milioni di messaggi che riceve ogni giorno), e questo non è mai un bene. Anche perché, inevitabilmente, la soluzione si rivelerà quasi sicuramente peggiore del male: aumenteranno i contenuti sbagliati e/o faziosi, proprio perché non c’è nessuno, in Tesla, che possa intervenire per correggerli

Elon Musk con alcuni fan cinesi

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA Di fondo, quello che si crea è un enorme, insormontabile problema di comunicazione, con le conseguenze che possono ripercuotersi sugli azionisti, e sul valore della società (che solo quest’anno, per la cronaca, è comunque aumentato di circa il 400%). Detto fuori dai denti, stupisce che una casa innovativa come Tesla e un uomo intelligente come Musk non lo capiscano.


TAGS: tesla elon musk editoriale PR stampa giornalismo