DA LEON A O2 Dalle linee di produzione della fabbrica spagnola di Martorell non stanno più uscendo automobili marchiate Seat, ma respiratori assistiti destinati al sistema sanitario, impegnato - in Spagna come nel resto del mondo - a fronteggiare l’emergenza da coronavirus. La riconversione degli impianti è stata realizzata in una settimana, un tempo record.

TUTTO IN UNA SETTIMANA L’impresa è stata resa possibile in particolare da un team di ingegneri spagnoli che, in questi giorni, si è dedicato alla progettazione di diversi prototipi, ben tredici, fino alla realizzazione del modello definitivo, che sfrutta i motori dei tergicristalli. Esatto, avete capito bene. Con gli ingranaggi stampati in fabbrica, l’albero del cambio e un motorino adattato di un lavavetri, il progetto ha preso forma e si è trasformato in un respiratore chiamato OxyGEN.

COME È CAMBIATA LA PRODUZIONE La linea di assemblaggio che produce un sottotelaio di Seat Leon ha visto ben 150 dipendenti di diverse aree cambiare luogo di lavoro per realizzare i respiratori, composti da oltre 80 componenti elettronici e meccanici, sottoposti a controlli di qualità molto accurati, e sterilizzazione con luce ultravioletta. Insieme a Seat, hanno collaborato anche diverse aziende, tra cui l’Agenzia spagnola per il farmaco, Protofy.XYZ, CMCIB, l’Università di Barcellona, Recam Láser, Doga Motors, Luz Negra, Ficosa, Bosch, IDNEO, Secartys e LCOE.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.








