CYBERPORSCHE Prendi un Suv come Cayenne, trascinala in laboratorio, fondi il suo Dna con quello di Taycan. Dulcis in fundo, impugna la motosega e togli la sezione posteriore della cellula abitacolo. Porsche Traycan, che ve ne pare? Calma, è solo un'illusione ottica. A Stoccarda non sono impazziti, l'auto è un esercizio grafico virtuale e indipendente. Lo scarso successo dell'esperimento di Mercedes Classe X scoraggerà la Cavallina dal percorrere una strada tanto estrema, tuttavia...

TESLA INSEGNA Tuttavia c'è oggi un segmento (inesistente fino all'altro ieri) che il 2020 ha proiettato in prima pagina: è quello dei pickup (o ''truck'' nel gergo americano) a propulsione elettrica. La paternità va ascritta al Rivian R1T, la popolarità mediatica si è tuttavia moltiplicata solo in seguito all'annuncio del progetto Tesla Cybetruck. Le immagini del futuristico pickup californiano hanno messo il fiato sul collo anche a GM, impaziente di mostrare una proposta in tema, ripescando dagli archivi il marchio Hummer. Soprattutto, il Cybetruck ha messo a soqquadro il web, ispirando artisti di ogni genere. Il designer francese Adel Bouras ora declina il principio di elettro-pickup in chiave Porsche, e se ne esce con un nome da supereroe. Porsche Traycan vs Tesla Cybertruck, una gara a chi la spara più grossa.

AUTO FANTASIE Frontale Cayenne style, il parabrezza obliquo di Taycan. Dalla super berlina elettrica, Traycan copia anche i fari posteriori a tutta larghezza. Dai rendering di Bouras sembrano affiorare anche due tubi di scarico, a suggerire che nella sua mente questa concept non sia full electric. Poco importa, non vedremo mai in realtà nulla di simile. A differenza di Macan elettrica (fine 2022), e con buone probabilità, anche di Boxster/Cayman esclusivamente a batterie. Ma in tempi di quarantena e di divieti di guidare l'auto, lasciate che ogni tanto sfugga anche qualche provocazione...
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Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.






