Anche per quest’anno Bentley ha confermato il suo supporto alla comunità LGBTQ+ partecipando al Pride di Manchester con una Continental GTC cabrio wrappata con i colori dell’arcobaleno. La livrea è stata creata in esclusiva per questo evento dal designer Rich Morris.

DIECI ANNI DI DIRITTI Il Pride di Manchester è uno degli eventi più importanti del Regno Unito per la promozione dei diritti delle comunità LGBTQ+, e quest’anno si festeggiano i dieci anni dall’approvazione del Marriage Equality Act, la legge per i matrimoni civili in Inghilterra e Galles. Alla parata, attorno all’auto, hanno preso parte 75 dipendenti di Bentley insieme ai loro partner e amici.

L’IMPEGNO DI BENTLEY Il quartier generale di Bentley si trova a Crewe, a una cinquantina di km da Manchester, e impiega più di 4mila persone. Oltre al sostegno alla comunità LGBTQ+, Bentley è molto impegnata nella lotta alle emissioni inquinanti e contro il cambiamento climatico: ha reso i suoi stabilimenti neutrali per le emissioni di CO2, ha fondato colonie di api sui suoi terreni, e comincerà presto a produrre auto elettriche con zero emissioni allo scarico (ma il doppio della potenza dei suoi storici W12).

LE DICHIARAZIONI “La Continental GTC così wrappata al Manchester Pride riflette la diversità dei nostri colleghi, sia negli uffici della casa madre di Crewe che nel resto del mondo. L’inclusione rimane un impegno che Bentley porta avanti tutto l’anno”, ha dichiarato Karen Lange, responsabile delle risorse umane di Bentley Motors.
“Volevo concentrarmi soprattutto sui colori classici del Pride, e dar vita a qualcosa di coraggioso e di bello, ma al tempo stesso semplice e diretto”, ha aggiunto Rich Morris, CGI Artist & Designer per Bentley Motors. “Ho deciso di usare i sei colori della bandiera originale del Pride, così che fosse chiaro a chiunque, vedendo la Continental, che l’auto è lì per sostenere i diritti della comunità LGBTQ+. Le linee si intrecciano a formare un diamante, che è anche il motivo caratteristico degli interni delle Bentley”.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.










