Una nuova ricarica wireless intende trasformare il punto debole delle auto elettriche nel loro punto di forza
LOTTA CONTRO IL TEMPO Una nuova ricarica wireless intende trasformare il punto debole delle auto elettriche nel loro punto di forza. Tempi di ricarica e capillarità delle stazioni sono ancora un problema, forse il più grave. All'Oak Ridge National Laboratory, il più grande laboratorio del Dipartimento dell'Energia americano, si stanno studiando sistemi di ricarica senza fili che potrebbero cambiare radicalmente le cose, tanto da cancellare per sempre le soste per il rifornimento. I ricercatori hanno infatti dimostrato la possibilità di ricaricare un'auto in movimento, utilizzando un tratto di strada elettrificato e un quadriciclo elettrico appositamente attrezzati.
LE BATTERIE SARANNO PIÙ PICCOLE Gli investimenti necessari per adattare le attuali infrastrutture non fanno prevedere applicazioni nell'immediato ma, se la tecnologia dovesse prendere piede, è facile immaginare che le auto elettiche del futuro non dovranno fermarsi tout-court. Solo per spostarsi tra una strada elettrificata e l'altra avranno bisogno delle batterie, che quindi potranno essere più piccole e leggere, a vantaggio dell'efficienza, e anche meno care.
QUESTIONE DI EFFICIENZA La ricarica wireless, però, è molto meno efficiente della ricarica via cavo. Per sistemi statici, nel rifornimento “alla spina” circa il 10 per cento dell'energia viene sprecato, mentre i sistemi senza fili attuali gettano al vento oltre il 30 per cento della corrente, aumentando costi e tempi di ricarica. Ma il problema non sembra insormontabile.
LAVORI IN CORSO I ricercatori dell'Oak Ridge National Laboratory, infatti, hanno realizzato un sistema a induzione che, testato su una Toyota Rav4 modificata, per rapidità ed efficienza si confronta con i tradizionali sistemi via cavo, con una dispersione di onde elettromagnetiche inferiore a quella di un computer da tavolo. Il prototipo attuale eroga 20 chilowatt e ha un'efficienza del 90 per cento: abbastanza per rifornire le autovetture. Il prossimo passo è realizzarne una versione da 50 chilowatt, che sia in grado di alimentare anche i mezzi pesanti. Cambierà le regole del gioco? Ha tutto il potenziale per riuscirci.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.


