UNA LEGGENDA DELL’AUTOMOBILISMOQuando si parla di Ferrari 288 GTO si toccano corde sensibili per gli appassionati. Una delle macchine più leggendarie della Casa di Maranello, una specie di Sacro Graal dell’automobilismo. Tutti la sognano, tutti la desiderano, pochissimi ce l’hanno e se la tengono ben stretta (e spesso nascosta) in qualche garage/caveau sparso nel mondo. Ecco perché, appena un esemplare torna alla ribalta per qualsiasi motivo - a maggior ragione se è protagonista di una vendita o un’asta - le antenne dei facoltosi collezionisti si drizzano in un istante. Infatti, sappiamo tutti che ogni Ferrari 288 GTO è speciale, ma quella di cui vi parliamo oggi è forse un po' più speciale delle altre, visto che il suo primo proprietario è stato Walter Wolf, il magnate dell'industria petrolifera, fondatore del team di F1 Walter Wolf Racing e collezionista di alcune delle supercar più rare al mondo.Wolf è famoso per il fatto che la sua squadra vinse la prima gara a cui partecipò, con il pilota sudafricano Jody Scheckter al Gran Premio d'Argentina del 1977. Scheckter avrebbe poi concluso la stagione al secondo posto in classifica, un risultato incredibile per la squadra.




CIFRE DA CAPOGIRO PER UN PEZZO DI STORIAÈ interessante notare che durante il periodo in cui ha posseduto la 288 GTO, in Svizzera il magnate aveva aggiunto il logo “Wolf” sul retro dell’auto e l’aveva immatricolata con targhe messicane. Tuttavia, il gioiello di Maranello è sempre rimasto in Europa.La quotazione fissata dalla casa d’aste Bonhams è di3.700.000 - 4.100.000 di euroe l’asta è terminata il 9 ottobre. Non sappiamo se l’auto è stata aggiudicata, ma per gioielli del genere le cifre da sborsare sonospesso ben più elevate. Tuttavia, se desiderate saperne di più, potete visitare il sito con i risultati.
Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.








